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L'iniziativa
25 Febbraio 2026 - 12:30
La soglia delle 50.000 firme non è più un traguardo lontano. A quattro settimane dall’avvio, la proposta di legge che punta a ritoccare verso l’alto il prezzo di sigarette e prodotti a base di nicotina ha già conquistato metà delle sottoscrizioni necessarie per approdare in Parlamento. Un risultato che rafforza una campagna nata con un obiettivo preciso: usare la leva del prezzo per incidere concretamente sulla diffusione del tabagismo.
Il progetto, promosso da AIOM insieme a Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM, propone un aumento di 5 euro su tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. L’iniziativa ha raccolto il sostegno di decine di società scientifiche, associazioni e istituti clinici di rilievo nazionale, tra cui l’Istituto Clinico Humanitas, l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale, la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori e l’Istituto Oncologico Veneto.
Alla base della mobilitazione ci sono numeri che il mondo medico definisce allarmanti: in Italia il fumo è associato a circa 93.000 morti ogni anno. Chi mantiene l’abitudine per tutta la vita può perdere fino a 10 anni di aspettativa di vita, mentre ogni singola sigaretta contribuisce in modo misurabile alla riduzione della longevità. Nonostante le campagne di prevenzione, quasi un quarto degli adulti continua a fumare e il fenomeno riguarda anche i più giovani: circa il 10% dei ragazzi sotto i 19 anni è già un consumatore abituale.
Secondo i promotori, intervenire sul costo è la misura più efficace per ridurre la platea dei fumatori. Le stime indicano che un aumento di 5 euro potrebbe determinare nel medio periodo un calo dei consumi fino al 37%. Un doppio effetto: meno sigarette acquistate e maggiori entrate fiscali, con la possibilità di destinare nuove risorse al Servizio sanitario nazionale.
La raccolta firme si svolge online attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia ed è accessibile a tutti i cittadini maggiorenni tramite SPID, Carta d’identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS). Una volta raggiunta la quota prevista, la proposta sarà formalmente depositata e il Parlamento dovrà avviare l’iter di discussione.
La partita ora si gioca sulle prossime settimane. Se il ritmo resterà quello attuale, la proposta potrebbe presto arrivare all’esame delle Camere, portando al centro del dibattito politico il tema della prevenzione, della salute pubblica e delle politiche fiscali come strumento di contrasto al consumo di tabacco.
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