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Economia

Pistacchio in Italia: consumi record ma dipendenza dall’importo

Mercato globale in crescita, prodotti premium e biologici in ascesa, mentre l’Italia importa l’88% del fabbisogno nazionale

Pistacchio in Italia: consumi record ma dipendenza dall’importo

Giornata Mondiale del Pistacchio, 26 febbraio 2026 – Il mercato del pistacchio continua a crescere a livello globale, trainato da una domanda crescente e da un’offerta limitata. L’edizione 2026 del Pistacchio Day evidenzia un settore dinamico, con consumi in espansione e una forte attrazione per il prodotto di qualità.

Mercato Globale in Espansione

Secondo Mordor Intelligence, il valore del mercato globale del pistacchio passerà dagli attuali 5,49 miliardi di dollari (4,6 miliardi di euro) a 7,02 miliardi entro il 2031, con un CAGR del 5%. La crescita è sostenuta da diversi fattori:

  • Maggiore richiesta di proteine vegetali e prodotti plant-based.

  • Popolarità di snack salutari, barrette proteiche e alimentazione sportiva.

  • Aumento dell’uso di pistacchio nel settore dolciario, in gelati, creme e prodotti da forno.

Il successo del pistacchio è globale: esempi come il Dubai Chocolate hanno conquistato America Settentrionale e Asia-Pacifico, regioni con domanda crescente, in particolare Cina e India.

Segmento Premium e Biologico

La crescente attenzione al pistacchio premium, biologico e monorigine ha aumentato i prezzi. Il prodotto standard ha registrato un incremento medio del 30-35% in un anno, secondo Areté. Le produzioni aromatizzate e certificate biologiche stanno guadagnando quote di mercato e riconoscimenti economici superiori.

Cambiamenti nella Produzione

Negli ultimi anni, la coltivazione del pistacchio si è ampliata in aree semiaride come Argentina e Australia. Eventi climatici come le gelate in Turchia e Iran nel 2025 hanno ridotto la produzione del 70%, mentre gli Stati Uniti hanno registrato un raccolto abbondante (+44%) destinato per il 75% all’export, con prezzi superiori a 9.000 dollari a tonnellata.

Italia: Dipendenza dall’Import

L’Italia produce solo 4.000 tonnellate di pistacchi, coprendo appena il 12% del fabbisogno nazionale. Le specialità locali, come il Pistacchio Verde di Bronte Dop (341 tonnellate) e il Raffadali Dop (180 tonnellate), restano nicchie di eccellenza.

L’import italiano ammonta a 32.000 tonnellate, principalmente dagli Stati Uniti, seguiti da Spagna e Iran, con una crescita del 50% tra pistacchi sgusciati dal 2023 al 2024. La domanda interna è spinta dall’industria alimentare, che utilizza i pistacchi in pasticceria, creme spalmabili e altri prodotti destinati all’export.

Consumi Domestici in Aumento

Il consumo domestico è in espansione: oltre 5.000 tonnellate di pistacchi vengono vendute ogni anno, per un giro d’affari superiore a 120 milioni di euro. I pistacchi sgusciati hanno registrato un incremento del 7% in volume e del 5,4% in valore rispetto all’anno precedente. Il mercato dei prodotti trasformati (biscotti, cioccolato, creme) è cresciuto del 5,5% in 12 mesi, secondo l’Osservatorio Immagino di GS1 Italy.

Investimenti e Opportunità

Il settore attrae nuovi investitori. Negli ultimi mesi:

  • Nextalia ha acquisito quote in Di Sano e DiGel, attivi nel pistacchio artigianale e industriale.

  • Wise Equity ha rilevato la maggioranza di Marullo, azienda siciliana specializzata in ingredienti e semilavorati a base di pistacchio per gelateria e pasticceria.

Il mercato del pistacchio, dunque, combina consumi domestici in crescita, forte dipendenza dall’import e opportunità di investimento nelle produzioni di qualità, con prospettive di sviluppo solide anche a livello internazionale.

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