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Botta e Risposta
13 Aprile 2026 - 18:40
L'immagine prodotta dall'intelligenza artificiale usata da Trump sul suo post dove attacca il Papa
«Debole e pessimo in politica estera. Senza di me non sarebbe Papa». Lo scrive sul suo social “Truth”, che ormai è diventato quasi uno “sfogatoio” per il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump. Un attacco diretto e dai toni sguaiati e poco accorti cui ha abituato Trump che risuona sia per la crudezza che per il fatto che arriva diritto al primo pontefice americano della storia, Robert Francis Prevost, per la Chiesa: Leone XIV.

Il Papa, senza citare direttamente il presidente americano, ha risposto con parole decise: «La pace non si costruisce con l’arroganza né con le minacce», ha affermato, sottolineando che «serve rispetto tra i popoli, serve dialogo, serve responsabilità». E ancora: «Chi ha responsabilità pubbliche deve unire, non dividere», ribadendo che «la pace è un compito che riguarda tutti e non può essere piegata a interessi o logiche di potere».
Ha concluso insistendo: «Smettiamola con le guerre! Serve più relazione multilaterale tra le nazioni per trovare una soluzione giusta ai problemi. Troppe persone stanno soffrendo, troppi innocenti sono stati uccisi, e credo che qualcuno debba alzarsi per dire che c’è una via migliore».
Un’aggressione che offende tutto il mondo e in particolar modo i membri del clero. «Dolore e amarezza per l’attacco al Papa», esprime l’arcivescovo di Torino, Roberto Repole. «Ma anche sostegno e affetto a Leone XIV dopo le inimmaginabili offese», continua. Il Papa è stato colpito «con arroganza e volgarità senza precedenti per aver denunciato l’ingiustizia e la violenza delle guerre che stanno devastando il mondo» - prosegue ancora Repole - Inquietante il linguaggio intimidatorio, culminato con l’avvertimento che «il Papa dovrebbe darsi una regolata».
Parole che terminano con un’amara riflessione da parte del cardinale: «Gli attacchi al Vescovo di Roma, ripresi anche dopo la scomparsa di Papa Francesco, mostrano con chiarezza che il bersaglio non sono i Papi, ma il Vangelo della pace e della giustizia».
Anche per suor Giuliana Galli, punto di riferimento del Cottolengo e della Fondazione Mamre, a cui ha dedicato una vita di volontariato, l’attacco è inaccettabile. «Questo tale (innominabile, non nominiamolo condanniamolo all’oblio), ha ricordato al Papa che senza di lui non sarebbe in Vaticano» - dice - La tracotanza, la villania, la presunzione di quel tale lo vestono così pesantemente da non lasciargli visibile un minimo di dignità». E difende il Papa americano, offeso solo perché «non si china ai suoi turpi voleri».
Oltre al mondo ecclesiastico si aggiungono quelle della politica italiana. «Io nutro grandissimo rispetto nei confronti del Santo Padre. Un uomo forte, determinato, che parla di fede, parla di pace fin dal giorno in cui è stato eletto Papa. Credo e condivido profondamente il suo pensiero, lo dico da cristiano, quando dice che la pace è un fatto che riguarda ciascuno di noi, l’impegno di ciascuno di noi», ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante un punto stampa a Beirut.
Più duro il leader della Lega Matteo Salvini: «Se c’è una persona che si sta spendendo sul tema della pace e sulla soluzione del conflitto è Papa Leone. Attaccare il Papa, uomo simbolo di pace e guida spirituale per miliardi di cattolici, non mi sembra una cosa utile e intelligente da fare», ha detto a Telelombardia.
Dura anche la presa di posizione del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo: «Le dichiarazioni di Donald Trump nei confronti di Sua Santità Papa Leone XIV sono gravi e inaccettabili. In un momento segnato da forti tensioni internazionali, alimentare lo scontro con parole divisive è irresponsabile, soprattutto da parte di chi, con le proprie scelte politiche, ha contribuito a trascinarci nell’attuale clima di conflitto».
Torino - ha aggiunto - esprime piena solidarietà al Papa e al suo impegno per la pace e il dialogo tra i popoli. Auspico che tutte le istituzioni e le forze politiche prendano con chiarezza le distanze da queste parole, riaffermando il rispetto e la centralità dei valori della convivenza e della pace».
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