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Il caso

Omicida latitante per ventisei anni: adesso il processo però è da rifare

Non sapeva di essere stato condannato. Nel settembre del 1999 uccise una donna di 32 anni

Omicida latitante per ventisei anni: adesso il processo però è da rifare

Dopo ventisei anni di ricerche internazionali, arresti e condanne in contumacia, Kamer Duhanxhiu, 44 anni, albanese, torna libero. Condannato a trent’anni di reclusione per concorso in omicidio senza aver mai messo piede in aula, l’uomo ha beneficiato di una norma tecnica che ha azzerato il processo e riaperto il caso. La decisione, sorprendente ma legale, mette fine a un lungo intreccio di errori, contumacie e procedure internazionali.

La Corte d’Appello di Torino ha accolto il ricorso del suo avvocato, Marco Marcelli, del foro di Venezia. Secondo i giudici, Duhanxhiu non era a conoscenza del procedimento né della condanna, e non risulta provata alcuna volontà di sottrarsi al processo. «Non c’è prova che l’imputato abbia avuto conoscenza della pendenza del procedimento o del provvedimento e volontariamente abbia rinunciato a comparire o a proporre impugnazione», si legge nel dispositivo. La Cassazione ha confermato che tutto dovrà essere rifatto, riportando il procedimento di quasi ventisei anni indietro, come in un gioco dell’oca giudiziario.
L’omicidio che ha segnato la vita dell’uomo e dell’intera comunità di Asti risale al 29 settembre 1999. La vittima, Fatbardha Lleshi, 32 anni, fu uccisa a coltellate sotto casa, nel rione di Santa Caterina. L’esecutore materiale, allora trentenne, è stato identificato e condannato a trent’anni, mentre Duhanxhiu, 21 anni all’epoca, è stato accusato di concorso, con il ruolo di autista e di palo. La condanna in contumacia nei suoi confronti è arrivata nel luglio del 2002, senza che l’uomo fosse mai comparso in tribunale .A indirizzare gli investigatori verso l’assassinio fu soprattutto il ritrovamento del coltello, recuperato dai carabinieri in un giardino vicino al luogo dell’aggressione. Sul manico furono rinvenute le impronte dell’esecutore materiale, che confermarono il coinvolgimento diretto di un altro uomo. Le indagini della Squadra mobile permisero anche di ricostruire il contesto in cui maturò il delitto: non un episodio isolato, ma un regolamento di conti all’interno del giro della prostituzione albanese nell’Astigiano.
Per quasi ventisei anni Duhanxhiu è riuscito a far perdere le tracce. Il suo percorso di latitanza internazionale si è concluso poco più di tre mesi fa, quando è stato fermato in Florida e rimpatriato in Albania. Lì, però, le procedure per l’estradizione in Italia si sono fermate, perché il suo legale ha sollevato una questione tecnica ma cruciale: Duhanxhiu ha avuto conoscenza della condanna solo il 19 novembre 2025, al momento del fermo, e non era mai stato consapevole dell’esistenza del procedimento.
Adesso Duhanxhiu potrà finalmente difendersi davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Torino, impugnando la sentenza emessa dal tribunale di Asti nel 2002 e spiegando la propria versione dei fatti.

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