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Economia

Italgas, un 2025 da svolta: crescita record dopo l’integrazione di 2i Rete Gas

Il gruppo rafforza la propria posizione nel mercato europeo del gas e rilancia il ruolo delle infrastrutture nella transizione energetica

Italgas, un 2025 da svolta: crescita record dopo l’integrazione di 2i Rete Gas

Il 2025 rappresenta per Italgas un anno di forte accelerazione e cambiamento. A dirlo è il presidente Paolo Ciocca nella lettera agli azionisti presentata in occasione dell’assemblea dei soci, in cui viene descritto un passaggio che ha portato una forte crescita: l’acquisizione e l’integrazione di 2i Rete Gas, completata in soli 90 giorni, che ha trasformato l'azienda in una delle principali realtà europee nella distribuzione del gas. «Questo nuovo assetto consolida ulteriormente il ruolo del gruppo», ha spiegato Ciocca, sottolineando come Italgas oggi non sia più solo un operatore nazionale, ma una piattaforma industriale con una funzione chiave nella transizione energetica.

Nel suo intervento viene ribadito che la transizione energetica, secondo l’azienda, non può poggiare su un’unica tecnologia. È qui che entra in gioco il concetto di “neutralità tecnologica”, cioè la necessità di far convivere elettrico, gas e rinnovabili. «Solo mettendo tutte le tecnologie nelle condizioni di competere e collaborare possiamo accelerare il percorso verso il net zero», è il principio richiamato dalla società, che vede nelle reti del gas un’infrastruttura ancora fondamentale. Viene citato anche il recente blackout che ha coinvolto la Spagna, con ripercussioni in altri Paesi. Un episodio che, secondo Italgas, dimostra come la crescente dipendenza da fonti intermittenti come eolico e fotovoltaico renda necessario un sistema più flessibile.

«Non esiste un’unica soluzione per la transizione energetica», viene sottolineato, facendo notare come in diversi Paesi europei, Italia compresa, la domanda di gas sia tornata a crescere proprio per garantire equilibrio al sistema. Sul fronte economico, il 2025 si chiude con risultati in forte crescita. I ricavi totali adjusted raggiungono circa 2,48 miliardi di euro, mentre l’utile netto adjusted si attesta a circa 674 milioni. Anche gli azionisti beneficeranno di questa performance: il dividendo proposto sale a 0,432 euro per azione, con un incremento del 13,3% rispetto all’anno precedente.

Nel corso dell’assemblea è intervenuto anche l’amministratore delegato Paolo Gallo, che ha sottolineato la solidità del percorso di lungo periodo. «Ci avviciniamo a dieci anni dal ritorno in Borsa e chi ha investito allora ha ottenuto un rendimento complessivo del 343%», ha ricordato, parlando di una “bella performance” per il titolo. Guardando al futuro, la linea dell’azienda resta quella della crescita e dell’investimento continuo nelle infrastrutture energetiche. «Siamo consapevoli delle responsabilità che derivano dal nostro ruolo», ha concluso Ciocca, «e continueremo ad affrontare le sfide con determinazione e visione, per contribuire a una transizione equa e sostenibile».

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