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Salute e prevenzione
04 Marzo 2026 - 08:00
Ogni anno il 4 marzo si celebra l’International HPV Awareness Day, la giornata mondiale dedicata alla conoscenza del Papillomavirus umano (HPV). L’iniziativa, promossa dall’International Papillomavirus Society, coinvolge decine di partner a livello globale con un obiettivo chiaro: fare informazione corretta su un virus diffusissimo, sui rischi connessi e sugli strumenti concreti per limitarne l’impatto, a partire da screening e vaccinazione.
Nel nostro Paese, mentre la mortalità per diverse forme tumorali mostra segnali di miglioramento, l’incidenza complessiva dei tumori resta elevata. Secondo le stime diffuse dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro e dall’European Network of Cancer Registries, i nuovi casi sono aumentati nel periodo 2020-2023, superando quota 395mila nel 2023.
Le cause sono molteplici: diagnosi tardive, interruzioni degli screening durante la pandemia, persistenza di fattori di rischio modificabili. In questo scenario, la prevenzione delle infezioni oncogene (come quelle causate dall’HPV) rappresenta una leva fondamentale di sanità pubblica.
Il tumore della cervice uterina è tra le neoplasie femminili più frequenti in Italia, con circa 2.500 nuove diagnosi all’anno. La buona notizia è che si tratta di una patologia largamente prevenibile.
La quasi totalità dei casi è legata a infezioni persistenti da HPV ad alto rischio oncogeno. Oggi disponiamo di vaccini anti-HPV in grado di proteggere contro i principali genotipi responsabili di lesioni precancerose e tumori invasivi.
Accanto alla vaccinazione, lo screening cervicale con test HPV ad alta sensibilità consente di individuare precocemente le alterazioni cellulari e intervenire prima che evolvano.
Uno dei principali ostacoli resta la disinformazione. È ancora diffusa l’idea che il vaccino sia destinato esclusivamente alle adolescenti o che la vaccinazione dei maschi serva solo a proteggere indirettamente le donne.
In realtà, l’HPV colpisce entrambi i sessi. Negli uomini è in aumento l’incidenza di tumori HPV-correlati, inclusi quelli dell’area anogenitale e dell’orofaringe. A livello globale, si stima che quasi un uomo su tre sopra i 15 anni sia portatore di almeno un tipo di HPV genitale, e uno su cinque di un ceppo ad alto rischio oncogeno.
In Italia, ogni anno il virus è responsabile di circa 6.500 nuovi tumori tra uomini e donne, oltre a migliaia di lesioni anogenitali di alto grado e decine di migliaia di casi di condilomi genitali. Alcune ricerche suggeriscono, inoltre, un possibile impatto dell’infezione anche sulla fertilità maschile, attraverso alterazioni della funzionalità degli spermatozoi.
Per queste ragioni, la vaccinazione universale rappresenta una strategia di tutela individuale e collettiva: protegge direttamente i ragazzi e contribuisce a ridurre la circolazione del virus nella popolazione.
Le evidenze scientifiche confermano che il vaccino anti-HPV è sicuro ed efficace anche negli adulti. Nelle donne già trattate per lesioni precancerose di alto grado, la vaccinazione non cura eventuali residui di malattia, ma riduce in modo significativo il rischio di recidive e protegge da altri ceppi inclusi nel vaccino.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito una strategia ambiziosa per arrivare all’eliminazione del cancro della cervice uterina come problema di salute pubblica. I traguardi fissati sono chiari:
90% delle ragazze completamente vaccinate entro i 15 anni
70% delle donne sottoposte a screening con test ad alta performance tra i 35 e i 45 anni
90% delle donne con malattia cervicale adeguatamente trattate
Una roadmap concreta che dimostra come l’eliminazione di questo tumore non sia un’utopia, ma un obiettivo realistico, a patto di investire in prevenzione, informazione scientifica e accesso equo ai servizi sanitari.
La giornata del 4 marzo non è solo una ricorrenza simbolica. È un richiamo alla responsabilità collettiva: medici, istituzioni, scuole e famiglie hanno un ruolo chiave nel diffondere una cultura della prevenzione vaccinale e dell’adesione agli screening. Contro l’HPV abbiamo strumenti efficaci e usarli significa salvare vite.
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