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QUARTIERE IN OSTAGGIO

Ventisei ore dopo, è ancora sul tetto: minaccia di lanciarsi nel vuoto

Succede a Santa Rita e nel quartiere, oggi, non si parla d’altro

Ventisei ore dopo, è ancora sul tetto: minaccia di lanciarsi nel vuoto

Continua a fumare sigarette e passeggiare avanti e indietro sul tetto del palazzo di via Acciarini 21. Le forze dell’ordine, polizia e i Reparti Speciali, non hanno lasciato il luogo. Come loro, i vigili del fuoco e l’ambulanza del 118. La gente continua a passare lì davanti, a chiedersi come sia possibile che un essere umano resti per così tanto tempo su un palazzo, di fatto tenendo ostaggio mezzo quartiere, quello di Santa Rita, che oggi, come ieri, non parla d’altro. È lo stesso uomo che si è arrampicato sulle vele del Filadelfia lo scorso agosto.

Otto mesi fa venne salvato dai pompieri, ma la situazione era diversa. Aveva un cappio procurato con una fune, quella minima sicurezza che spinse i vigili del fuoco ad agire mediante l’autoscala. Oggi no. Da ieri mattina sta sul tetto, con sè un sacco a pelo, uno zaino che contiene diverse bottiglie di alcol, sigarette, forse delle provviste. Passa gran parte del tempo accovacciato all’angolo della medico io più prossimo a via Boston, poi si alza, cammina dall’altro lato del tetto, quello che dà su via Tripoli, oggi piena di gente perché sabato e il sabato, si sa, a Santa Rita è un giorno di compere e mercato. Non è chiaro se abbia avanzato richieste.

Ieri ha parlato con la vice consola romena, e al mattino presto, poco dopo essersi piazzato sul tetto, ha lasciato cadere una lettera, uno scritto dove parlava del dolore di aver perso la sua ex ragazza, la stessa di cui urlava il nome ad agosto quando era arrampicato sul Fila. E adesso di nuovo, la storia si ripete, ma il copione è diverso. Da ieri mattina alle sette sta sopra un tetto. Ventisei ore.

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