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I dati

Biologico, 6,9 miliardi in Italia: Piemonte protagonista del Bio

Con oltre 3 mila operatori e l'export di vino in crescita, la regione diventa il laboratorio per la nuova trasparenza della filiera biologica

Biologico, 6,9 miliardi in Italia: Piemonte protagonista del Bio

Il comparto del biologico continua la sua ascesa, portando con sé un interrogativo cruciale per il futuro del settore: come viene distribuito realmente il valore generato da ogni singolo acquisto? In Italia, il mercato bio ha raggiunto la soglia dei 6,9 miliardi di euro, segnando un incremento del 6,2% su base annua. Se da un lato questi dati confermano l'ottimo stato di salute del settore, dall'altro evidenziano la necessità di interventi strutturali: maggiore trasparenza nella determinazione dei prezzi, una ripartizione più equa del valore lungo i vari passaggi e un riconoscimento economico dignitoso per chi lavora la terra. Questa è la visione espressa da Coldiretti Bio, supportata dalle analisi di Nomisma, in occasione del lancio della nuova campagna di NaturaSì, colosso europeo del settore.

I dati presentati descrivono un panorama domestico in pieno fermento. La crescita del 6,2% riflette una rinnovata fiducia dei consumatori verso prodotti che garantiscono standard elevati di sicurezza alimentare, qualità e rispetto per l'ambiente. Tuttavia, dietro ogni scontrino si cela una complessa catena di passaggi. Il nodo centrale resta capire quanta parte di quella spesa torni effettivamente nelle mani degli agricoltori, il punto d'origine di tutta la filiera.

In questo scenario, il Piemonte si distingue come un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per l'agricoltura sostenibile. Con oltre 50 mila ettari dedicati al biologico, la regione vanta una produzione diversificata che spazia dai cereali ai foraggi, dai prati fino all'ortofrutta e alla viticoltura. Proprio il vino bio piemontese rappresenta un fiore all'occhiello, capace di conquistare i mercati esteri grazie all'unione tra identità territoriale e tecniche di coltivazione pulite. La solidità del sistema regionale è garantita da oltre 3 mila operatori certificati, tra produttori e trasformatori, che alimentano una rete capillare dal campo alla tavola.

L'espansione del mercato rende indifferibile un'analisi profonda sulla formazione dei prezzi. Per Coldiretti Bio è essenziale che il costo finale al pubblico rispecchi il cosiddetto "vero costo del cibo". L'obiettivo è una filiera perfettamente sincronizzata, dove ogni attore — dalla produzione primaria alla grande distribuzione — riceva un margine equo. Una trasparenza che si traduce in una doppia vittoria: da una parte la tenuta economica e ambientale delle aziende agricole, dall'altra la possibilità per il consumatore di compiere scelte etiche e consapevoli.

Un passo decisivo verso la trasparenza è l'introduzione del nuovo marchio del biologico italiano, approvato recentemente in Conferenza Stato-Regioni. Questo strumento nasce per guidare i consumatori e dare il giusto rilievo al lavoro della filiera agricola Made in Italy. Sebbene un marchio non possa risolvere da solo le criticità del settore, funge da fondamentale bussola per garantire riconoscibilità immediata e premiare chi rispetta standard rigorosi.

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