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02 Marzo 2026 - 12:30
Il bonus TARI, l’agevolazione dedicata alla tassa sui rifiuti, entra finalmente in vigore nel 2026. Molte famiglie italiane lo vedranno applicato direttamente negli avvisi di pagamento dei Comuni tra marzo e aprile. Tuttavia, avere un ISEE basso non significa automaticamente ottenere il beneficio: ecco tutto ciò che bisogna conoscere.
La riduzione sulla tassa rifiuti non è recente. La sua base normativa risale al 2019, con l’articolo 57-bis del Decreto-legge n. 124. Per diversi anni, però, è rimasta solo sulla carta senza effetti pratici. Solo con il DPCM 24/2025 la misura è diventata finalmente operativa, permettendo ai cittadini di usufruire dello sconto.
Il bonus TARI 2026 prevede un taglio del 25% sull’importo dovuto, una riduzione significativa soprattutto per le famiglie con risorse limitate. Possono beneficiarne i nuclei già destinatari dei bonus sociali per luce e gas, seguendo lo stesso schema utilizzato per le altre utenze domestiche agevolate.
L’ISEE è il criterio principale per accedere al bonus, con due soglie specifiche:
Fino a tre figli a carico: ISEE non superiore a 9.796 euro
Almeno quattro figli a carico: limite fino a 20.000 euro
Lo sconto viene applicato automaticamente sull’utenza domestica intestata a un componente del nucleo familiare indicato nell’ISEE. Non serve presentare una domanda: basta aver trasmesso la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), con l’INPS che trasmette le informazioni ai gestori del servizio rifiuti.
Il bonus 2026 prende come riferimento l’ISEE 2025. Chi non ha aggiornato la propria situazione economica lo scorso anno, o ha superato i limiti, non riceverà lo sconto nelle bollette 2026, anche se la situazione reddituale è peggiorata nel frattempo.
Il contributo viene riconosciuto una sola volta nel corso dell’anno, generalmente entro giugno, e può essere ripartito nelle rate comunali, ma non si tratta di una riduzione progressiva su ogni pagamento.
Chi trasmette la DSU dopo il 20 dicembre e ottiene l’ISEE nell’anno successivo potrà usufruire del bonus solo nel 2027. Questo ritardo è dovuto alla necessità di coordinare le banche dati tra INPS e gestori del servizio rifiuti.
Se il contribuente ha debiti per anni precedenti, il bonus può essere utilizzato dal gestore per compensare le somme arretrate. La compensazione non è automatica: richiede un sollecito formale che indichi il debito e la volontà di usare il bonus per sanarlo. È consigliato verificare eventuali morosità presso l’Ufficio Tributi del Comune.
La TARI è il tributo comunale destinato a coprire i costi di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani. È dovuta da chi utilizza locali idonei a produrre rifiuti, indipendentemente dalla quantità generata.
L’importo è calcolato su due componenti:
Quota fissa: legata alle caratteristiche dell’immobile (superficie e destinazione)
Quota variabile: basata sul numero di componenti del nucleo familiare
Sono esclusi spazi come parti comuni condominiali, cantine, balconi, terrazze o locali non utilizzabili.
Il bonus Tari 2026 rappresenta un sostegno concreto alle famiglie, ma è strettamente legato all’ISEE dell’anno precedente, alle tempistiche della DSU e a eventuali debiti arretrati. Controllare la propria posizione presso il Comune è fondamentale per evitare sorprese.
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