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POLITICA
02 Marzo 2026 - 21:50
“Il referendum in materia di giustizia è rappresentato dai partiti dell’opposizione e dal partito dell’associazione magistrati come un tentativo di ribaltone politico, un esercizio di anti governo militante. Il loro obiettivo? È quello di mantenere a ogni costo una legislazione promossa dal fascismo, agitando lo spauracchio di una deriva autoritaria. Molto più semplicemente, chi sostiene il sì, chiede un sistema dove il giudice sia autenticamente terzo, come sancito dalla nostra Costituzione”.
Così il senatore Paolo Zangrillo in occasione dell’evento “Per dire sì ad una giustizia più giusta. Conoscere per scegliere”, svoltosi a Fiano.
Il senatore ha poi continuato: “Tra noi che crediamo e votiamo sì c’è anche una mano generosamente tesa a chi vuole che l’Italia finalmente svolti. Una pluralità di culture, monarchiche, liberali, cattoliche, repubblicane, socialdemocratiche, socialiste, ha consentito all’Italia di riconquistare l’onore della democrazia liberale, 70 anni fa, non ieri mattina. Ora c’è anche una sinistra che vota sì e sposa questo compito democratico iniziato oltre trent’anni fa con un uomo di legge come Giuliano Vassalli, ex partigiano, uomo di sinistra, il primo a chiedere una riforma che avesse un solo obiettivo, lo stesso di questo referendum: sì, una giustizia più giusta. La stessa che oggi chiedono alcuni illustri uomini di legge, come Augusto Barbera”.
Il senatore ha poi concluso: “È un tema infatti che va affrontato con serietà, senza slogan e semplificazioni, ma focalizzandosi sul merito: il nostro intento, attraverso questa riforma, è quello di garantire un giudice equidistante da accusa e difesa. Non è corretto che giudice e pm facciano parte della stessa ‘famiglia’ professionale. Chi vota sì desidera che in un'aula di tribunale ci sia una vera equidistanza tra le parti”.

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