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03 Marzo 2026 - 14:30
Nitto Santapaola, storico boss di Cosa Nostra a Catania, è morto il 2 marzo 2026 all’età di 87 anni nel reparto di medicina penitenziaria dell’ospedale San Paolo di Milano, dove erano ricoverati detenuti al 41 bis. La causa ufficiale è attribuita a vecchiaia e diabete, ma sarà eseguita l’autopsia per chiarire eventuali dubbi sulle circostanze del decesso.
Il nome Santapaola è da sempre legato agli affari della mafia catanese. Nitto, soprannominato “il cacciatore”, intratteneva rapporti con imprenditori, politici e prefetti, pur senza coinvolgere tutti nel mondo criminale. Nel corso della sua carriera mafiosa, gestì una fitta rete di concessionarie e attività imprenditoriali, spesso con il supporto dei legami di parentela con la famiglia Ercolano.
Negli anni ’80, durante la seconda guerra di mafia in Sicilia, Catania fu teatro di centinaia di omicidi. Il pentito Giuseppe Pulvirenti attribuì a Santapaola molti di questi delitti, consolidando la sua fama di uomo di spicco tra le cosche locali.
Il boss catanese è noto per la sua alleanza con i Corleonesi e il coinvolgimento nelle stragi del 1992, tra cui:
Strage di Capaci (23 maggio 1992) – uccisi Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta.
Strage di via d’Amelio (19 luglio 1992) – ucciso Paolo Borsellino con la sua scorta.
Omicidio dell’ispettore Giovanni Lizzio a Catania.
Omicidio del giornalista Giuseppe Fava (5 gennaio 1984), che aveva denunciato i legami tra mafia e politica nel Catanese.
Santapaola non si pentì mai e non collaborò con la giustizia, portandosi con sé molti segreti delle stragi.
Fu arrestato il 18 maggio 1993, poco dopo le stragi e l’arresto di Totò Riina, in un casolare vicino a Caltagirone. Con lui c’era la moglie Carmela Minniti, che tentò di proteggere i figli dal mondo criminale. Carmela venne poi uccisa nel 1995 dal pentito Giuseppe Ferone, in un atto di vendetta per la morte dei suoi familiari.
Santapaola resta una figura simbolo della Cosa Nostra catanese, ricordato per la sua influenza tra le cosche, la partecipazione alle stragi più importanti e la capacità di intrecciare potere mafioso e affari legali. Con la sua morte, molti dei segreti della Cupola rimangono irrisolti.
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