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all'aeroporto di milano malpensa

Guerra in Iran, rientrati in Italia gli studenti bloccati a Dubai

Restano invece bloccati nel porto di Dubai i passeggeri della Msc Euribia

Guerra in Iran, rientrati in Italia gli studenti bloccati a Dubai

Guerra in Iran, rientrati in Italia gli studenti bloccati a Dubai

Baci, abbracci, fiori, sorrisi e qualche lacrima. Sono atterrati pochi minuti fa all'aeroporto di Milano Malpensa i 200 studenti italiani rimasti intrappolati a Dubai in seguito all'improvviso scoppio della guerra in Iran e dei successivi bombardamenti della città in cui si trovavano per partecipare al programma internazionale "Ambasciatori del futuro" con l'associazione Wsc Italia. Tra di loro, anche un gruppo di studenti torinesi del liceo Sant'Anna.

Gli studenti sono riusciti a rientrare con un volo decollato da Abu Dhabi, dopo un trasferimento via terra. Ad attenderli, come ovvio, tanti genitori che hanno potuto finalmente tirare un sospiro di sollievo: «Sono stati giorni un po’ difficili - conferma Mauro Celeghin, papà di uno dei ragazzi - però eravamo sempre in collegamento, sia con mio figlio sia con i vari responsabili: ci hanno rassicurato che i ragazzi stavano bene e al sicuro e quindi ci siamo tranquillizzati». Gli studenti, dopo aver recuperato i propri bagagli, sono usciti nell'area Arrivi dell'aeroporto milanese dove hanno trovato un cordone di poliziotti che ha garantito il loro passaggio tra due ali di folla, i flash dei fotografi e tanti selfie. Per tutti, quindi, una disavventura a lieto fine.

Per ora, invece, restano invece bloccati tanti altri italiani nelle zone che sono diventate improvvisamente teatro di guerra. Tra di loro, le migliaia di passeggeri che si trovavano sulla Msc Euribia, ancorata nel porto di Dubai dal giorno dello scoppio del conflitto: «Qui la situazione si è complicata ulteriormente - raccontano le torinesi Silvia e Marilena, due delle passeggere della nave da crociera -. Sembra che non ci siano soluzioni a breve termine e i voli sono di nuovo sospesi. Viviamo in un limbo, in attesa di notizie. Ci hanno detto che potrebbe esserci la possibilità di partire dall'Oman, ma senza troppe garanzie. Almeno per fortuna sulla nave siamo al sicuro e ci sentiamo protetti».

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