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Turismo

Italia contro l’overtourism: dalle città d’arte alle spiagge a numero chiuso

Roma introduce il ticket per la Fontana di Trevi e altre località seguono l’esempio, tra limiti di accesso, regolazione dei flussi e tutela di ecosistemi fragili

Italia contro l’overtourism: dalle città d’arte alle spiagge a numero chiuso

Roma introduce un ticket a pagamento per uno dei suoi simboli più famosi, la Fontana di Trevi, un provvedimento pensato per gestire meglio l’enorme afflusso di turisti. Dal 2 febbraio 2026, i visitatori non residenti devono acquistare un biglietto online o in loco, garantendo così un accesso più ordinato. L’ingresso alla piazza resta libero e la sera i tornelli vengono disattivati. Solo nel primo giorno di applicazione, sono stati venduti 6.000 biglietti, con un incasso di 12.000 euro.

La mossa di Roma segue esperienze già avviate in altre città italiane come Venezia, dove un contributo di accesso giornaliero (da 5 a 10 euro) mira a ridurre il turismo mordi-e-fuggi e salvaguardare il patrimonio storico. Firenze e altre città d’arte osservano attentamente questi modelli per valutare ticket selettivi, limiti di accesso e regole più stringenti per i principali attrattori turistici.

Controlli e limiti anche in natura

Non solo città d’arte: la lotta all’overtourism riguarda anche spiagge, sentieri e parchi naturali, dove il sovraffollamento può minacciare ecosistemi fragili e la qualità della vita dei residenti.

In Sardegna, ad esempio, alcune delle spiagge più note e calette isolate adottano un numero chiuso per l’accesso, con misure come:

  • Prenotazione online e limiti giornalieri per località come La Pelosa, Tuerredda e Cala Brandinchi;

  • Ticket ambientali destinati a manutenzione e pulizia;

  • Accesso solo con guide autorizzate in aree sensibili come Cala Coticcio;

  • Chiusure totali per proteggere zone come la Spiaggia Rosa di Budelli.

Anche i sentieri delle Cinque Terre, come la famosa Via dell’Amore, seguono regole di contingentamento: 200 visitatori ogni 30 minuti con slot prenotabili online e percorsi a senso unico per gestire meglio il flusso.

In montagna, dalle Dolomiti ad altre aree alpine, si privilegia il blocco dell’espansione ricettiva per evitare nuovi sovraffollamenti.

Strategie nei borghi e nelle località costiere

Nei centri storici più piccoli e nelle località turistiche, la gestione del turismo di massa assume forme diverse. A Portofino, ad esempio, le ordinanze anti-assembramento e il divieto ai pullman turistici hanno regolato i punti panoramici, mentre in Costiera Amalfitana vengono periodicamente introdotte ZTL e limitazioni al traffico nei periodi di maggiore afflusso.

Questi provvedimenti non sempre richiedono un biglietto d’ingresso: l’obiettivo principale è una gestione sostenibile dello spazio pubblico, tutelando residenti e visitatori.

Accesso consapevole e turismo responsabile

Dalla Fontana di Trevi alle spiagge a numero chiuso, il messaggio è chiaro: l’accesso illimitato non è più compatibile con la fragilità dei luoghi. Prenotare una spiaggia, un sentiero o una piazza monumentale non significa privatizzare lo spazio, ma riconoscerne i limiti fisici ed ecologici. La sfida resta rendere le misure eque, trasparenti e comprensibili, trasformandole in strumenti di educazione ambientale, e non in semplici balzelli.

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