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La protesta
21 Aprile 2026 - 12:04
Una bara appoggiata davanti all’ingresso, una bombola d’ossigeno e uno striscione: “Piemonte cambia, ci manca l’aria”. È la protesta messa in scena questa mattina da attivisti di Extinction Rebellion davanti a Palazzo Lascaris, poco prima dell’inizio del Consiglio regionale.
Una decina di manifestanti, vestiti di nero e con mascherine antismog, ha inscenato un presidio simbolico per denunciare due emergenze, secondo il movimento: l’inquinamento atmosferico e lo stallo politico in Regione, legato anche alle recenti polemiche che hanno coinvolto la Giunta.
“Una crisi riempie i giornali, l’altra i nostri polmoni”, spiegano gli attivisti. Il riferimento è ai dati sulla qualità dell’aria a Torino, che continuano a preoccupare: secondo le rilevazioni di Arpa Piemonte, nel 2025 le concentrazioni medie di PM2.5 e PM10 nell’area metropolitana hanno superato ampiamente i livelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Per Extinction Rebellion si tratta di “una strage silenziosa”: oltre 900 morti premature ogni anno solo nel capoluogo, legate all’esposizione agli inquinanti atmosferici. Numeri che, sottolineano, colpiscono soprattutto le fasce più fragili della popolazione.
Nel mirino anche le dichiarazioni dell’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, che nei mesi scorsi aveva ipotizzato una diversa tossicità delle particelle presenti nell’aria torinese. "Non lo dico io, ma gli scienziati dell'Arpa", aveva confermato nei giorni scorsi. Un approccio che, pur oggetto di studio in ambito scientifico, non sostituisce — ricordano gli attivisti — i limiti basati sulla concentrazione, oggi riferimento per la tutela della salute pubblica.
“Dire che qui l’aria è meno pericolosa senza basi solide rischia di confondere i cittadini”, attacca il movimento, che chiede misure strutturali e immediate contro lo smog.
La protesta arriva alla vigilia della Giornata della Terra, domani, mercoledì 22 aprile. “Non ci serve una ricorrenza — concludono — ci serve aria respirabile”.
Il presidio si è svolto senza tensioni, ma riaccende i riflettori su un tema che, tra emergenze ambientali e scontri politici, resta al centro del dibattito regionale.
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