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Il caso
17 Aprile 2026 - 20:01
A inizio 2026 si contano già decine di giorni di superamento dei limiti di legge per le polveri sottili, con concentrazioni elevate di PM2.5, le più pericolose per la salute. Complice l’effetto “catino”, che ostacola il ricambio d’aria e intrappola gli inquinanti, facendo di fatto “soffocare” la città.
Nonostante il quadro critico, la Regione non arretra e prende sempre più corpo l’ipotesi di una proroga oltre ottobre 2026, scadenza per presentare le misure compensative necessarie a evitare il blocco dei motori Euro 5.
La conferma arriva dall’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati e dal presidente di Arpa Piemonte Secondo Barbero, a margine del trentennale dell’Agenzia, che quotidianamente, con i suoi bollettini, mette all'erta i cittadini sullo stato dell'aria che si respira in città.
«Lo studio sull’impatto delle circa 60 misure compensative sarà pubblicato a breve», spiega Marnati. Tra gli obiettivi principali c’è quello di trasformare il Piemonte in un produttore di biocarburanti, creando una filiera locale basata su scarti agricoli e biomasse. Oggi, infatti, la Regione importa circa il 90% dei biocarburanti dall’estero (soprattutto Azerbaijan e Hormuz). «La prospettiva è dinamica», sottolinea l’assessore, escludendo rischi immediati sull’approvvigionamento.
Un equilibrio complesso, affidato anche alle analisi di Arpa Piemonte, che sta contribuendo alla definizione del piano regionale per la qualità dell’aria. «Circa il 30% dei risultati attesi arriverà dai biocarburanti, un altro 25% dai sistemi di regolazione del traffico, anche attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale», spiega Barbero. Un esempio concreto è rappresentato dai futuri “semafori intelligenti” previsti in piazza Baldissera, sviluppati da 5T. La restante quota sarà legata all’innovazione e all’efficientamento dei processi produttivi. «Lo definiamo un vero e proprio Piano regolatore della qualità dell’aria», aggiunge Marnati, annunciando l’arrivo del documento in Consiglio regionale tra maggio e giugno.
Sul fronte delle scadenze, però, resta aperta la partita con Bruxelles. Una proroga oltre ottobre 2026 è possibile solo dimostrando che le misure adottate sono efficaci e che il rinvio non compromette gli obiettivi complessivi. Accanto alle strategie strutturali, la Regione valuta anche interventi più immediati: dalle aree a limitazione del traffico per motivi ambientali a sistemi sperimentali di nebulizzazione e “aspirazione” delle polveri sottili, come dispositivi mobili da posizionare nei pressi delle centraline più critiche, tra cui quella di piazza Baldissera.
In questo contesto si inserisce anche il progetto della Città di Torino, che nel 2022 ha aderito al piano regionale per le “Aree a limitazione del traffico per motivi ambientali” da oltre 10 milioni. Il sistema prevede una Ztl ambientale monitorata da circa 80 telecamere, lungo gli assi viari cittadini più congestionati, che ha però subito un rallentamento a causa di un contenzioso tra Regione Piemonte e Motorizzazione Civile sull’accesso ai dati delle targhe, risolto solo a marzo 2025. Da allora, il confronto con 5T è ripartito e il piano di installazione è in fase di sviluppo.
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