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Le conseguenze della crisi di Hormuz
17 Aprile 2026 - 10:22
Razionamenti legati alla crisi dello stretto di Hormuz? "No, i piani bisognava già prepararli", così il ministro all'Ambiente e alla Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, tra gli ospiti del trentennale dalla nascita di Arpa Piemonte, questa mattina, rifugge ogni ipotesi di "razionamento emergenziale" per via del conflitto in corso in Iran, che sta travolgendo con sé l'Europa in una crisi di risorse, per via dell'instabilità di reperire risorse essenziali come il greggio (e la conseguente oscillazione del suo prezzo).
Nessun rischio concreto, quindi - almeno per ora - negli approvvigionamenti italiani, ma "questa crisi ci fa toccare con mano le necessità: ci serve una nuova forma di produzione", afferma il ministro, riferendosi alla dipendenza dell'Italia da altri Paesi per circa l'80% dall'esterno. "In questo momento è in corso di definizione una legge quadro sul nucleare", conferma.
Ci serve, insomma, "per permettere all'Italia e agli italiani di avere l'energia che serve per essere competitivi", dice il ministro biellese.
Possibile uno "sprint" anche sul fotovoltaico e l'eolico, "ma, vorrei ricordarlo, pannelli fotovoltaici e pale eoliche sono essenzialmente esteri. Se oggi abbiamo un problema di prezzi a livello nazionale e il confronto viene sempre fatto con Francia e Spagna - continua Fratin - bisogna aggiungere che Francia e Spagna vanno ad eco-nucleare. Ci serve dare un quadro giuridico (nucleare, ndr), poi chi nella prossima legislatura rispetto anche alle tecnologie, alle valutazioni del governo, ci saranno le scelte di merito e la partenza di questo tipo di prezzi", conclude.
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