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Il caso

La guerra in Iran e l’esplosione dell’inquinamento: 5 milioni di tonnellate di CO2

Emissioni record, danni climatici e rischi sanitari: lo studio sull’impatto ambientale del conflitto in Medio Oriente

La guerra in Iran e l’esplosione dell’inquinamento: 5 milioni di tonnellate di CO2

Il conflitto in Medio Oriente non sta producendo soltanto effetti geopolitici e umanitari, ma anche un forte impatto ambientale. Una ricerca condotta dalla Queen Mary University di Londra, dalla Lancaster University e dal Climate and Community Institute stima che nelle prime due settimane di guerra siano state emesse oltre 5 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

Questa quantità supera le emissioni annuali di paesi come l’Islanda, mostrando la dimensione globale del problema.

Emissioni paragonabili a milioni di veicoli

Secondo gli studiosi, l’inquinamento generato nell’area del Golfo Persico equivale a quello prodotto da circa un milione di automobili a benzina in circolazione.

Il danno climatico iniziale sarebbe già superiore a 1,3 miliardi di dollari, legato alle emissioni dirette e indirette causate dal conflitto.

Origine dell’inquinamento bellico

Le principali fonti di emissioni sono legate alle operazioni militari che colpiscono infrastrutture strategiche. In particolare:

  • distruzione di raffinerie e impianti petroliferi

  • incendi nei depositi di carburante

  • traffico deviato di petroliere e gasiere

  • blocchi nello Stretto di Hormuz

Questi elementi contribuiscono a un aumento significativo dei gas serra.

Metodo di analisi e confronti globali

Lo studio utilizza una metodologia già applicata per valutare gli effetti ambientali delle guerre in Ucraina e a Gaza. Secondo dati riportati dal The Guardian, il conflitto israelo-palestinese ha generato emissioni tali da richiedere una foresta grande quanto 32 milioni di acri per essere assorbite.

Scenario di guerra prolungata

Gli esperti avvertono che un conflitto esteso potrebbe amplificare drasticamente l’impatto ambientale. Durante la guerra a Gaza sono state emesse quantità pari a 7,6 milioni di automobili, equivalenti all’intero parco veicoli della Lombardia.

Se la guerra in Iran dovesse durare un anno, le emissioni potrebbero aumentare fino a quattro volte rispetto al conflitto israelo-palestinese.

Stime a lungo termine

Secondo il Climate and Community Institute, uno scenario di conflitto fino al 2027 potrebbe produrre circa 131 milioni di tonnellate di CO2, una quantità simile alle emissioni annuali del Kuwait o alla somma di decine di paesi a basse emissioni.

Possibile peggioramento dello scenario

La situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente in caso di:

  • ingresso di nuovi attori internazionali

  • utilizzo di armamenti più distruttivi

  • espansione del conflitto in altre aree

Impatto della ricostruzione

Oltre alla guerra, anche la fase di ricostruzione avrebbe un forte impatto ambientale. Per ricostruire aree devastate come la Striscia di Gaza o il Libano, le emissioni potrebbero essere fino a 24 volte superiori rispetto a quelle generate dal conflitto stesso.

Prime conseguenze sul territorio

I primi effetti ambientali sono già visibili. A Teheran e nelle aree circostanti si sono registrati:

  • forte aumento dell’inquinamento atmosferico

  • allerta sanitaria della Mezzaluna Rossa

  • formazione di una nube tossica dopo le esplosioni nei siti petroliferi

  • precipitazioni anomale con piogge scure

Piogge acide e rischi sanitari

Le esplosioni e il rilascio di sostanze chimiche hanno favorito la formazione di piogge acide, con conseguenze potenzialmente gravi per la salute umana e per l’ambiente.

Gli effetti principali includono:

  • contaminazione dei cibi coltivati

  • aumento di malattie respiratorie e cardiovascolari

  • rischio di tumori e patologie cutanee

  • danni agli ecosistemi naturali

Danni agli ecosistemi

L’impatto ambientale coinvolge anche la natura. Si osservano:

  • riduzione della fauna acquatica

  • alterazioni nella crescita delle piante

  • perdita di biodiversità

  • squilibri negli ecosistemi locali

Il conflitto in Iran evidenzia come la guerra non sia solo un fenomeno politico o militare, ma anche una fonte significativa di danno climatico globale. Le emissioni prodotte, insieme agli effetti della distruzione e della futura ricostruzione, rischiano di lasciare un’impronta ambientale duratura e su larga scala.

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