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Fashion & Business

Dolce&Gabbana, un torinese alla guida: chi è Stefano Cantino (e perché ha subito una grana da mezzo miliardo)

Nominato ufficialmente il nuovo co-ceo con Alfonso Dolce: svolta lifestyle, 450 milioni di debito, l'incognita Stefano Gabbana

Dolce&Gabbana sceglie il tandem: Stefano Cantino affianca Alfonso Dolce alla guida

Un doppio timone per una rotta che cambia. Dolce&Gabbana affida a Stefano Cantino il ruolo di co-ceo al fianco di Alfonso Dolce, presidente e amministratore delegato del Gruppo. La scelta, comunicata con una nota ufficiale, suggella una fase di trasformazione profonda: un’azienda che da “Brand Fashion” punta a diventare “Azienda di Lifestyle”, mentre sullo sfondo si muovono dossier sensibili di governance e finanza. È una scommessa di visione o un atto di prudenza? Probabilmente entrambe le cose. Nel momento in cui ci sono debiti per quasi mezzo miliardo da gestire.

“ Sono felice di avere Stefano Cantino al mio fianco, in questa nuova fase di crescita e sviluppo della Dolce&Gabbana”, afferma Alfonso Dolce. Cantino ricambia con un messaggio identitario: è “un onore entrare a far parte della Dolce&Gabbana, che rappresenta in maniera straordinaria l'eccellenza italiana nel mondo”.

Torinese, 58 anni, laureato in Scienze Politiche all’Università di Torino, con la vita professionale divisa tra Parigi e Milano, Cantino porta in dote tre decenni nel cuore del lusso internazionale. - Prada: vent’anni nella comunicazione fino alla responsabilità globale, con esperienze anche nel marketing e nel commerciale. - LVMH: ad agosto 2018 diventa Senior Vice President Communication and Events, supervisionando per oltre cinque anni le strategie di comunicazione e immagine del brand, fino ad aprile 2024. - Kering/Gucci: approda come ceo con decorrenza 1° gennaio 2025; accanto a Francesca Bellettini lavora per l’arrivo di Demna, nuovo stilista del brand, per poi uscire a settembre 2025. A fine marzo è scaduto il termine di concorrenza: oggi arriva l’annuncio dell’ingresso in Dolce&Gabbana.

“L'arrivo di Cantino fa seguito al percorso di crescita di Dolce&Gabbana orientato all'evoluzione del modello organizzativo da Brand Fashion ad Azienda di Lifestyle”, sottolinea il Gruppo. In altre parole, si passa dal binario della moda a un ecosistema più ampio di prodotti ed esperienze. Il modello del co-ceo, in questa chiave, può essere letto come un tandem: due competenze complementari per tenere insieme creatività, identità e scalabilità operativa. È il modo più efficace per navigare tra sviluppo del brand, nuove categorie e mercati? La risposta dipenderà dalla capacità di tradurre la visione in execution coerente e misurabile.

La scelta si inserisce in una fase segnata dall’uscita di Stefano Gabbana dalla presidenza. Lo stilista, che detiene il 40% della maison, sta valutando il futuro della propria quota. Sul fronte finanziario, il Gruppo si prepara a negoziare con gli istituti una ristrutturazione di circa 450 milioni di euro di debito: un passaggio delicato, in cui credibilità, governance e chiarezza di rotta pesano quanto i numeri. In scenari così, la figura di un co-ceo con forti competenze di comunicazione, posizionamento e gestione dei brand globali può diventare un asset negoziale oltre che industriale.

Le priorità si possono leggere in controluce: consolidare l’identità del marchio in chiave lifestyle, governare l’evoluzione organizzativa, presidiare la narrazione verso mercati e stakeholder, accompagnare il confronto con le banche. La domanda chiave è semplice solo in apparenza: come trasformare un capitale simbolico potentissimo in risultati sostenibili nel tempo? Il tandem Alfonso Dolce–Stefano Cantino nasce per questo: spingere sui pedali con ritmo diverso ma direzione condivisa.

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