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Guida alla nuova gravidanza: cosa cambia per i controlli e le ecografie dal 2026

Dallo screening universale per le anomalie cromosomiche allo stop alle ecografie di routine nel terzo trimestre: l'Istituto Superiore di Sanità aggiorna il percorso per la gestazione fisiologica

Guida alla nuova gravidanza: cosa cambia per i controlli e le ecografie dal 2026

In Italia si eseguono mediamente sei ecografie per ogni gestazione, un numero che spesso non distingue tra gravidanze con complicazioni e gravidanze fisiologiche (ovvero quelle che procedono normalmente e senza rischi specifici). Per fare chiarezza su questo eccesso di esami, l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha pubblicato un importante aggiornamento delle linee guida sulla "Gravidanza fisiologica". Il documento, curato dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (CNaPPS), funge da nuova bussola per orientare le donne e i professionisti verso un percorso di cure che sia realmente utile, scientificamente fondato e sostenibile per il Servizio Sanitario Nazionale.

L'aggiornamento introduce criteri stringenti per stabilire quali esami siano necessari per garantire la salute del feto e della madre, eliminando le pratiche considerate superflue. L'ecografia del primo trimestre viene ora raccomandata ufficialmente. Serve per una diagnosi precoce di eventuali malformazioni fetali e per stabilire con precisione la datazione della gravidanza. Si aggiunge a quella già prevista per il secondo trimestre. Lo screening universale delle anomalie cromosomiche deve essere offerto a tutte le donne, a prescindere dall'età. Lo screening riguarda le anomalie più comuni, come la sindrome di Down, e può essere effettuato tramite il test combinato o il test del DNA fetale (NIPT). Per quanto riguarda il counselling informativo, le linee guida pongono l'accento sulla trasparenza. I professionisti devono offrire colloqui approfonditi per rispondere a dubbi su anomalie congenite e malformazioni, permettendo alla coppia di prepararsi consapevolmente o di valutare terapie intrauterine e strutture idonee per il parto.

A partire dalla 24ª settimana, durante ogni controllo (bilancio di salute), si raccomanda la misurazione della distanza tra l'osso pubico e la parte superiore dell'utero. Questa misura manuale è un indicatore efficace dell'accrescimento fetale. Viene ribadito che la percezione dei movimenti da parte della madre è uno degli indicatori più preziosi del benessere del bambino.

La modifica più significativa riguarda l'ecografia di routine nel terzo trimestre. L'esame non deve essere eseguito per prassi a fine gravidanza, ma solo se vi sono specifiche indicazioni cliniche o sospetti di anomalie nella crescita.

Serena Donati, responsabile scientifica dell'aggiornamento, ha spiegato che sebbene l'ecografia sia uno strumento rivoluzionario, non tutto ciò che è tecnicamente realizzabile risulta clinicamente appropriato. Il fatto che in Italia si facciano molte più ecografie rispetto alle raccomandazioni internazionali indica una discordanza tra pratica clinica ed evidenze scientifiche. Secondo Donati, è necessario avere il coraggio di spiegare alle donne quando un esame non è necessario, garantendo così equità di accesso e qualità dell'assistenza per tutte.

Il Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG) dell'ISS agisce come garante della qualità metodologica di queste indicazioni. Il percorso è iniziato nel 2010 e le prestazioni ritenute essenziali sono state inserite nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), che prevedono l'esenzione dal ticket per gli esami specialistici previsti (secondo il DPCM del 12 gennaio 2017).

L'aggiornamento attuale è stato costruito seguendo la metodologia GRADE, uno standard internazionale che garantisce il massimo rigore scientifico. Un panel multidisciplinare di esperti ha risposto a ben 97 quesiti specifici, formulando raccomandazioni che bilanciano benefici, rischi e impatto sull'organizzazione sanitaria.

Per le future madri, queste linee guida si traducono in un percorso più chiaro, personalizzato e meno frammentato tra le diverse strutture del territorio. Lo screening precoce e universale offre maggiori certezze fin dalle prime settimane. Per i medici, il documento riduce i margini di interpretazione arbitraria, offrendo criteri solidi per decidere quando prescrivere un'ecografia o quando affidarsi a misure più semplici ma altrettanto valide, come la lunghezza fondo-sinfisi.

In sintesi, l'obiettivo dell'ISS è trovare il giusto equilibrio tra la necessità di rassicurare i genitori e l'appropriatezza clinica, eliminando esami ripetuti solo "perché si è sempre fatto così" e concentrando le risorse su ciò che incide realmente sulla salute di madre e figlio.

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