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Sanità
08 Marzo 2026 - 11:40
L’Europa lancia un segnale d’allerta sulla carenza di farmaci, che ormai interessa più di 600 medicinali. Il nuovo report del Pharmaceutical Group of the European Union (Pgeu), presentato al Parlamento europeo, analizza i dati provenienti da 27 Paesi UE e dall’Efta.
Secondo il documento, le carenze non sono più eventi occasionali, ma rappresentano una realtà persistente nel panorama farmaceutico europeo. Il 96% dei Paesi intervistati segnala problemi di approvvigionamento, mentre nel 70% la situazione rimane stabile a livelli inaccettabili. In oltre un terzo degli Stati, oltre 600 farmaci risultano attualmente mancanti, con un impatto crescente su terapie critiche come:
Farmaci cardiovascolari
Antibiotici
Trattamenti oncologici
Insuline e farmaci per il sistema nervoso
Nuovi farmaci anti-obesità (agonisti GLP-1)
Il report sottolinea che molti di questi medicinali sono considerati critici a livello UE o nazionale, dimostrando che nemmeno i farmaci essenziali sono immuni dall’instabilità dell’approvvigionamento.
Gli effetti delle carenze sono significativi. Tutti gli Stati membri riscontrano interruzioni di trattamento e disagi per i pazienti, con quasi 9 pazienti su 10 che subiscono variazioni nella terapia. Tra le conseguenze più evidenti:
Riduzione della fiducia dei pazienti nei farmaci e nel sistema sanitario
Trattamenti non ottimali e aumento dei co-pagamenti
Errori terapeutici dovuti al passaggio tra farmaci diversi
In alcuni casi, eventi avversi
Il presidente del Pgeu, Mikołaj Konstanty, afferma che le carenze si sono stabilizzate, ma rimangono a livelli inaccettabili, creando una pressione cronica su pazienti, farmacisti e sistemi sanitari.
Nonostante alcuni miglioramenti nella governance, permangono gravi lacune:
L’81% dei Paesi ha una definizione chiara di carenza, ma
Solo il 74% dispone di sistemi di segnalazione accessibili ai farmacisti, spesso non digitalizzati
La flessibilità legale per gestire le carenze varia notevolmente
Solo il 15% dei Paesi consente ai farmacisti di utilizzare terapie sostitutive in modo rapido e sicuro
Questo limita la capacità di garantire continuità delle cure quando le alternative sono clinicamente adeguate.
Per affrontare il problema, il Pgeu chiede:
Rafforzare il coordinamento e la resilienza dell’approvvigionamento a livello UE
Implementare sistemi predittivi di monitoraggio e allerta precoce interoperabili
Dare poteri legali ai farmacisti per sostituzioni rapide e sicure
Proteggere la fiducia dei pazienti e sostenere le farmacie nella gestione delle carenze
Evitare oneri finanziari aggiuntivi per i pazienti dovuti a sostituzioni forzate
Il messaggio è chiaro: le carenze farmaceutiche rappresentano oggi una sfida strutturale, e la soluzione richiede coordinamento, strumenti digitali e supporto legale ai farmacisti.
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