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Lavoro

Formazione e mercato: perché l'Italia fatica a trovare le figure specializzate richieste dalle aziende

Secondo il rapporto Excelsior e i dati Eurostat, il nostro Paese è all'ultimo posto in Europa per coerenza tra laurea e impiego. Parte da Roma il tour nazionale per orientare le nuove generazioni verso le professioni del futuro

Formazione e Mercato: perché l'Italia fatica a trovare le figure specializzate richieste dalle aziende

Il mercato del lavoro italiano sta attraversando una fase di profonda contraddizione. Secondo le ultime rilevazioni del Bollettino Excelsior, le aziende nazionali segnalano una carenza strutturale di personale: sono oltre 199 mila i profili professionali definiti di difficile reperimento. Il fenomeno colpisce trasversalmente diversi settori ma raggiunge picchi critici in ambiti specifici.

La difficoltà nel trovare candidati idonei varia significativamente in base al percorso formativo e al comparto produttivo. Le aziende faticano a coprire posizioni nei settori medico-sanitario (62%), nelle scienze matematiche, fisiche e informatiche (56%) e nell'ingegneria (52%). Anche la carenza di manodopera è allarmante, nella meccanica è del 62%, seguita dalle costruzioni (54%) e dal comparto ristorazione/agroalimentare (49%).

Un'indagine Eurostat pone l'Italia all'ultimo posto in Europa per la "coerenza" tra il percorso di studi effettuato e l'occupazione ottenuta. Solo il 46,1% dei lavoratori italiani svolge una mansione in linea con i propri studi, contro una media UE del 56,4% e vette superiori al 75% in Germania, Lettonia e Lituania.

I dati mostrano che circa un laureato triennale su tre (32%) finisce per occuparsi di altro. I più distanti dal proprio ambito originario sono i laureati in discipline umanistiche e artistiche (48%), mentre chi ha studiato Medicina (81%) o Informatica (76%) tende a rimanere nel proprio settore di competenza.

In questo scenario, si registra una crescita significativa della filiera tecnologico-professionale (il cosiddetto modello 4+2). I dati del Ministero dell'Istruzione e del Merito indicano che gli iscritti al primo anno sono saliti a 10.532, con 20 mila diplomati totali: un numero raddoppiato rispetto al 2025. Questo percorso appare come una soluzione concreta per allineare le competenze dei giovani alle trasformazioni dettate dall'Intelligenza Artificiale e dall'evoluzione tecnologica.

Per contrastare il disorientamento e la dispersione scolastica, la Fondazione "Italia Education" lancia oggi, 10 marzo, un tour nazionale nelle scuole. L'iniziativa mira a fornire ai giovani gli strumenti per scelte autonome attraverso workshop, test attitudinali e colloqui individuali. Il focus di quest'anno riguarda le competenze trasversali (soft skills), elemento chiave richiesto dal tessuto produttivo.

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