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Il fatto

Gru crollata nel cantiere Smat, chiuse le indagini: due indagati per la morte di Fatmir Isufi

La Procura di Torino ipotizza carenze nella sicurezza sul lavoro: datore di lavoro e preposto rispondono di omicidio colposo per la tragedia in corso Unità d’Italia

Gru crollata nel cantiere Smat, chiuse le indagini: due indagati per la morte di Fatmir Isufi

La Procura di Torino ha concluso l’inchiesta relativa al tragico incidente avvenuto nel cantiere Smat di corso Unità d’Italia, dove ha perso la vita l’operaio Fatmir Isufi. Al centro delle indagini risultano il datore di lavoro e il preposto alla sicurezza, entrambi ora indagati per omicidio colposo.

Le indagini, coordinate dalla sostituta procuratrice Laura Longo, hanno evidenziato possibili carenze nei sistemi di sicurezza adottati durante le lavorazioni. Gli indagati, che operavano per l’impresa esecutrice dei lavori e non per Smat, hanno ora venti giorni di tempo per presentare eventuali memorie o dichiarazioni difensive.

Secondo quanto emerso, al momento gli interessati potrebbero anche scegliere di non rispondere, attendendo gli sviluppi della fase giudiziaria successiva.

L’incidente risale alla sera del 18 novembre 2024, intorno alle 19:30, all’interno del cantiere Smat impegnato nella realizzazione di una nuova vasca di pompaggio destinata al serbatoio di Valsalice.

Durante le operazioni, il braccio di una gru avrebbe improvvisamente ceduto, colpendo e travolgendo l’operaio 51enne, originario di Arcore (Monza-Brianza), da anni dipendente della ditta coinvolta nei lavori.

Nonostante il rapido intervento dei soccorsi, per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

La Procura ipotizza diverse criticità legate alla sicurezza sul lavoro, sia nella gestione operativa del giorno dell’incidente sia nell’organizzazione complessiva delle attività in cantiere.

Il fascicolo include anche i risultati di accertamenti tecnici irripetibili, disposti per chiarire la dinamica del crollo della gru.

Gli avvocati degli indagati — Davide Epicoco, Nicolò Ferraris e Massimo Pietrini — sottolineano come l’atto di chiusura indagini rappresenti una fase preliminare e non una condanna.

Secondo la difesa, le contestazioni riguardano aspetti tecnici complessi, e verranno fornite spiegazioni utili a dimostrare l’assenza di responsabilità da parte dei loro assistiti.

Nelle prossime settimane potrebbe essere fissata l’udienza preliminare, durante la quale un giudice dovrà stabilire se procedere con il rinvio a giudizio oppure archiviare la posizione degli indagati.

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