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Il caso
28 Aprile 2026 - 10:28
Ha permesso a 30mila famiglie piemontesi (su un bacino di oltre 42mila richiedenti) di potersi aggiudicare un supporto nelle spese legate all'accesso ai servizi d'infanzia fino a 1.200 euro. Una misura che prima del 2025 non c'era. Ciononostante il voucher Vesta che, in modo evocativo, prende il nome dall'antica dea romana del focolare domestico - con tanto di fiammella - continua ad alimentare polemiche su polemiche.
Dal sito di accesso in down per circa un'ora (inizialmente temendo un attacco hacker, per poi dichiarare che si era trattato semplicemente di "traffico superiore a quello preventivato"), cui si è posto rimedio tenendo aperta la piattaforma un'ora in più, ai tempi di attesa (circa 4 ore) dalle numerose segnalazioni ricevute. "E chi non poteva stare tutto quel tempo a Pc?", la domanda latente. Hanno vinto i 30mila piemontesi dal dito e dalla connessione più veloce? Sono queste alcune delle contestazioni delle opposizioni in Regione alla misura, fortemente voluta dal vicepresidente e assessore al Welfare Maurizio Marrone e che approda per il secondo anno (con fondi raddoppiati: da 10 milioni a 20 milioni) in Piemonte.
"Un po' perplesso sul meccanismo del click day, che è anche un po' una lotteria", lo è pure il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, che ai microfoni di ToRadio, questa mattina, scandisce: "Sono abbastanza contrario, se c'è un diritto il cittadino lo deve poterlo avere e il compito dell'amministrazione è renderlo fruibile", prosegue, ponendo un esempio concreto.
"Quando abbiamo deciso di rendere fruibili gli impianti sportivi per gli adolescenti torinesi. La tessera sportiva l'abbiamo mandata a casa a tutti, non è che diciamo di collegarsi a un sito e provare ad avere la priorità su altri".
"Sembra spesso che l'utente e il cittadino debbano affidarsi alla sorte. Il click day è quasi una lotteria, per cui quelli un po' più bravi che sono lì davanti al monitor riescono ad acquisire un diritto e gli altri stanno fuori. Mi sembra un modo un po' così, dal mio punto di vista un po' sbagliato", conclude.
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