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CLICK DAY

Vesta, 42 mila richieste dopo il caos. Ma per una su due non ci sono soldi

Dopo le polemiche l’assessore Marrone fa il punto, invitando a riflettere sulla fragilità del Csi

Vesta, 42 mila richieste dopo il caos. Ma per una su due non ci sono soldi

«Chiedo scusa, non doveva succedere, ma...».
All’indomani del tanto discusso “click day”, l’assessore regionale Maurizio Marrone, si scusa per le problematiche tecniche che bloccato il sito Vesta per oltre un’ora. Segue un però: «Il problema è stato del Csi (il consorzio che gestisce la rete informatica degli enti pubblici), non nostro».

Ma cos’è successo?

Facendo un passo indietro, ieri alle 12 in punto, sul sito ufficiale, si sono aperte le iscrizioni per un voucher (da 1200 euro, 1000 o 800 in base all’Isee) per aiutare le famiglie con bimbi piccoli a carico (da o a 6 anni). Il sito però non ha retto l’enorme carico di utenti collegati simultaneamente, crushando (per usare un termine tecnico), e formando code di attesa. Dopo la bufera mediatica che si è scatenata, il dubbio principale che ha attanagliato i cittadini richiedenti è se le loro domande fossero state effettivamente state prese in carico.

Così, ad acque calmate, Marrone ha fatto il punto, rispondendo anche alle critiche dell’opposizione.
C’è chi li ha definiti gli «Hunger Games» piemontesi, chi una «lotteria» e chi ha suggerito di annullare tutto. «I dati parlano chiaro - risponde l’assessore - Se arrivano così tante domande è perché c’è una reale richiesta e bisogno sul territorio a cui dobbiamo rispondere».
In totale le domande di quest’edizione sono state 42mila. A fronte di un “budget” di 20 milioni euro e 20mila posti assicurati, il calcolo è rapido: solo «un richiedente su due riceverà il voucher».

Rispondendo agli attacchi, sottolinea: «Rimango convinto che la via informatica sia l’unica possibile per poter gestire un bacino di utenti di questo carico». Certo, come detto, la falla si è rivelata nel sistema informatico - a bloccarsi infatti non è stato solo il sito del Vesta ma anche quello del Comune di Torino ad esempio - ma Marrone non intende «puntare il dito, anzi invito a prenderne atto e che sia un punto di riflessione per le istituzioni per rinforzare il Csi». L’assessore sottolinea come il «creare qualcosa di nuovo, come il Vesta, vuol dire anche imparare dai propri errori. Quest’anno abbiamo “imparato” ad individuare un orario inclusivo (nel 2025 il click day aveva aperto a mezzanotte, terminando i posti in pochi minuti) e dividendo in fasce Isee».

Slide e numeri alla mano: il picco di richieste è stato registrato tra le 16 e le 17, poco utilizzata invece l’ora extra (24-1) per sopperire al disagio del mattino (170). Le domande sono arrivate da 1.011 comuni su 1.180, coprendo quasi tutto il Piemonte. Tra le fasce, la maggiore è “la media”: il 62,6% delle domande arriva da famiglie con Isee tra 10mila e 30mila euro.
Infine, Marrone incalza l’opposizione: «Resto aperto a suggerimenti costruttivi».

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