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10 Marzo 2026 - 20:15
Dopo 156 anni di storia, la celebre casa editrice e libreria Hoepli è stata messa in liquidazione. La decisione è stata presa oggi dall’assemblea dei soci, che ha deliberato lo scioglimento volontario della società a seguito di un’approfondita valutazione della situazione complessiva. La notizia segna la fine di un capitolo importante della vita culturale della città, tanto che nei giorni scorsi anche il sindaco Beppe Sala aveva chiesto alla proprietà di trovare soluzioni che non penalizzassero i dipendenti, invitando i due rami familiari in conflitto a risolvere le questioni interne senza compromettere l’azienda.
Il comunicato ufficiale sottolinea che la decisione è stata determinata dai risultati di esercizio negativi, dall’andamento incerto del mercato editoriale e librario e dalla consistente impossibilità di far cessare il gravoso conflitto endosocietario. La liquidazione volontaria è stata definita come l’unica scelta giuridicamente appropriata per evitare la dispersione del patrimonio aziendale e garantire la migliore tutela possibile dei creditori, dei dipendenti e di tutti i soggetti interessati. La procedura è stata affidata all’avvocata Laura Limido, con l’obiettivo di condurre la liquidazione in modo imparziale ed efficiente.
Il socio di minoranza Giovanni Nava, cugino dei tre fratelli Hoepli, ha espresso il suo dispiacere per la decisione della maggioranza, sottolineando di essersi opposto alla cessione o frammentazione dell’azienda e di voler continuare la battaglia legale per salvaguardare la casa editrice e la libreria, un pezzo della storia italiana ancora oggi viva grazie all’impegno dei 90 lavoratori.
Anche i sindacati hanno preso posizione, denunciando la mancanza di un piano industriale chiaro e le conseguenze negative per autori, fornitori e clienti. Hanno ribadito la contrarietà a scelte unilaterali, alla svalutazione di un patrimonio culturale e a qualsiasi ipotesi di frammentazione aziendale, sottolineando che la cultura non si svende.
Proprio oggi, mentre l’assemblea dei soci prendeva le decisioni finali, i dipendenti hanno scioperato per la prima volta nella storia di Hoepli, mostrando cartelli davanti alla sede storica e annunciando un flashmob per sabato 14 marzo, per manifestare il loro dissenso e la preoccupazione per il futuro dell’azienda.
Fondata nel 1867, Hoepli ha rappresentato per generazioni un simbolo della cultura milanese, attraversando momenti storici e personaggi illustri, da Alessandro Manzoni alle recenti tensioni familiari. Con la liquidazione, si chiude un capitolo storico, segnato dalla passione per i libri, ma anche da conflitti interni che ne hanno reso impossibile il rilancio.
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