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Turisti italiani bloccati nel Golfo: come rientrare in sicurezza con i voli charter

Dalla crisi in Medio Oriente ai rimpatri organizzati dalla Farnesina, tutte le informazioni su voli, costi e procedure per tornare in Italia senza sorprese

Turisti italiani bloccati nel Golfo: come rientrare in sicurezza con i voli charter

Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente il 28 febbraio, migliaia di italiani si sono trovati costretti a lasciare rapidamente le zone del Golfo, tra turismo, lavoro e residenza. La sospensione di molti voli commerciali ha spinto il Ministero degli Esteri a organizzare voli charter straordinari. Scopriamo come funzionano e cosa serve per rientrare.

Quanti italiani sono tornati in Italia?

In quasi due settimane, circa 25.000 connazionali hanno fatto rientro dal Golfo, una zona che va dal Libano agli Emirati Arabi Uniti. Molti hanno usufruito di voli commerciali ripresi gradualmente, ma i prezzi dei biglietti sono aumentati considerevolmente, rappresentando un ostacolo non indifferente.

Cosa sono i voli charter

I voli charter sono collegamenti straordinari organizzati dal Ministero degli Esteri insieme ad altri Paesi UE. Non si tratta di voli di linea, ma di aerei noleggiati ad hoc per garantire rimpatri sicuri e contenere i costi rispetto ai voli commerciali disponibili.

Da dove partono i charter?

I voli straordinari decollano dai Paesi più colpiti dal conflitto, come Emirati Arabi Uniti, Qatar e Bahrein, ma includono anche Paesi più lontani, ad esempio le Maldive, con scalo obbligatorio in uno degli aeroporti del Golfo.

Quanto costano i voli charter

I voli della Farnesina non sono gratuiti, ma prevedono tariffe calmierate. Nonostante ciò, non si tratta di vere e proprie evacuazioni: la situazione resta differente rispetto a eventi come l’Afghanistan 2021, quando furono utilizzati velivoli militari.

Rientrare dagli Emirati via Oman

Dopo i primi raid iraniani, lo spazio aereo su Abu Dhabi e Dubai è stato temporaneamente chiuso. La Farnesina ha organizzato trasferimenti in bus verso l’aeroporto di Muscat (Oman), da cui partire con voli charter. Dal 2 marzo, circa 1.330 italiani sono rientrati con dieci voli straordinari.

Altri aeroporti per il rientro

Oltre all’Oman, è possibile partire da Abu Dhabi o fare scalo in Arabia Saudita, hub strategico per chi lascia Qatar e Bahrein. Un esempio: 200 studenti bloccati a Dubai sono rientrati grazie a un charter da Abu Dhabi.

Registrazione ai voli

Per organizzare il rientro, gli italiani devono registrarsi sui siti istituzionali della Farnesina: “Viaggiare Sicuri” e “Dove siamo nel mondo”. La registrazione permette di ricevere informazioni sui trasferimenti verso gli aeroporti più vicini, come Riad per chi si trova in Qatar.

Dati necessari per il rimpatrio

Ogni passeggero deve compilare un modulo online con:

  • Generalità

  • Numero passaporto

  • Dettagli del volo cancellato

  • Biglietto originale

  • Città di destinazione

Le sedi diplomatiche stilano liste prioritarie per anziani, malati e bambini.

Compagnie aeree e rientro

Chi preferisce, può usare il volo prenotato con la compagnia originaria. Ad esempio, Emirates ha fornito istruzioni per biglietti tra il 28 febbraio e il 31 marzo 2026, mentre Qatar Airways ha ripreso collegamenti intermittenti verso Roma e Milano. In alcuni casi, sarà necessario un supplemento o un nuovo biglietto.

Task force della Farnesina

Dal 28 febbraio, la task force dell’unità di crisi lavora senza sosta: circa 200 funzionari monitorano la presenza degli italiani in Medio Oriente. Ad oggi, 90.000 connazionali hanno comunicato la propria posizione, mentre 5.200 turisti restano bloccati nel Golfo.

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