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Il caso

Minacce di morte e insulti "dei leoni da tastiera", l'attacco a Fiodor Verzola

L'assessore, annunciata la sua partecipazione a una missione umanitaria a Cuba, finisce nel mirino dei detrattori del web

Minacce di morte e insulti "dei leoni da tastiera", l'attacco a Verzola

Minacce di morte, insulti, insinuazioni. Poche ore dopo l’annuncio della sua presenza nell’operazione che vede cento persone da tutta Europa partire per portare aiuti umanitari a Cuba, l’assessore di Nichelino, Fiodor Verzola, finisce nel mirino dell’odio social. Sotto gli articoli di giornale che annunciano la missione umanitaria adesso si susseguono parole al vetriolo, auguri di tragedie, cattiverie e maledizioni. C’è chi insinua vengano utilizzati soldi pubblici, chi dice che i problemi degli italiani vengano messi in secondo piano, chi spera in un bombardamento da parte di Trump. E poi non mancano le offese personali. Raggiunto l’assessore, la conferma che si tratta dell’ennesimo caso dove i commenti vengono scritti da persone - donne e uomini - che nemmeno conoscono chi attaccano. “L’odio e il livore con cui scrivono sono preoccupanti” afferma Verzola “ad aprire alcuni di quei profili vi sono padri, esattamente come sono io un papà”. L’assessore riflette ancora “spiace che l’energia utilizzata per ferire non sia incanalata piuttosto per comprendere le motivazioni che spingono a partire. Niente soldi pubblici, ci autofinanziamo e quello che portiamo è stato donato. A Cuba sono in ginocchio”. Le notizie internazionali di questi giorni parlano di persone senza elettricità, acqua, viveri, aiuti sanitari. Questa missione prevede l’invio di oltre 4 tonnellate di generi primari. Verzola è il primo torinese ad annunciare la sua partenza nell’operazione Let Cuba Breathe. E a Nichelino a donare farmaci e aiuti per i cubani, sono stati in tanti. Memori anche dei medici di Cuba che nel periodo del Covid vennero in soccorso degli italiani. Atterrarono proprio a Torino. Alcuni di loro non tornarono mai a casa, morti a causa di un virus che non guardava in faccia nessuno, a prescindere dalla nazionalità scritta sui documenti. A scorrere i commenti è impossibile ignorare i tanti che, invece, fanno il tifo perché questo viaggio vada bene. Anche consiglieri e politici, rappresentanti di partiti opposti a quello di Verzola - che parte come rappresentante italiano di Rifondazione Comunista -. “Io credo profondamente che un padre non sia tale soltanto per ciò che fa nella propria casa, ma anche per ciò che fa nella società, contribuendo a costruire un mondo più giusto per le nuove generazioni” ha scritto l’assessore “tua figlia sará orgogliosa di te” commenta chi Verzola lo conosce davvero.

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