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I dati

Il report di Save The Children sulla criminalità giovanile registra dati allarmanti: ecco cos'è cambiato dal 2014 a oggi

Aumentano le rapine e l'uso delle armi tra i giovanissimi, mentre le mafie reclutano nuove leve tra le pieghe del disagio urbano

Il report di Save The Children sulla criminalità giovanile registra dati allarmanti: ecco cos'è cambiato dal 2014 a oggi

Sebbene l'Italia si confermi come uno dei Paesi europei con i tassi di criminalità minorile più contenuti, il rapporto "Dis(armati). Un'indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà" mette in luce una situazione complessa e in rapida evoluzione. L'indagine, curata dal Polo Ricerca di Save The Children, ha preso in esame realtà metropolitane come Milano, Torino, Roma e Napoli, insieme a contesti più circoscritti come Terni, per mappare le dinamiche sociali che alimentano il disagio degli adolescenti.

Il dato più eclatante che emerge dal confronto decennale è la trasformazione della natura del reato. Se vent'anni fa la criminalità minorile era spesso legata a strutture più organizzate, oggi assistiamo a una violenza estemporanea, esplosiva e apparentemente priva di una motivazione razionale.

I numeri dicono che le segnalazioni complessive agli Uffici di Servizio Sociale per i minorenni (USSM) sono scese dai 23.000 casi del 2004 ai 14.220 del 2024. Tuttavia, questo calo statistico non deve trarre in inganno: i ragazzi in carico ai servizi sociali rimangono nel sistema giudiziario per periodi molto più lunghi. Questo ristagno è una diretta conseguenza del Decreto Caivano (settembre 2023), che ha introdotto maglie più strette per la custodia cautelare e ridotto le possibilità di accedere a percorsi alternativi al carcere. Attualmente, il 73% dei giovani seguiti ha tra i 14 e i 17 anni, il 26% è composto da giovani adulti fino ai 25 anni e l’1% ha meno di 14 anni.

Se da un lato diminuiscono i reati di associazione a delinquere (scesi da 406 nel 2014 a 109 nel 2024), dall'altro si registra una crescita preoccupante dei reati contro la persona e il patrimonio. Con 3.968 casi registrati nel 2024, le rapine sono più che raddoppiate rispetto a dieci anni fa. Le lesioni personali sono passate dalle 1.921 del 2014 alle 4.653 del 2024. Per le risse si registra un aumento netto che sfiora il 100% tra il 2019 e il 2024, con 1.021 segnalazioni.

Un capitolo centrale del report riguarda la diffusione delle armi. Il numero di minori segnalati per porto abusivo di armi o oggetti atti a offendere è passato dai 778 del 2019 ai 1.946 del 2024, con un trend che ha già toccato quota 1.096 nel solo primo semestre del 2025. Le armi sono diventate, per molti ragazzi, uno "status symbol" o una necessità percepita per sentirsi sicuri. Città come Napoli, Milano e Roma guidano questa triste classifica, evidenziando una normalizzazione dell'uso della forza che rischia di generare escalation incontrollabili.

Il report sottolinea come per i giovani il quartiere sia diventato l'unico vero spazio di appartenenza, superando per importanza l'identità cittadina o nazionale. In città come Milano, la violenza si scatena spesso come reazione all'esclusione sociale: le zone del lusso e del consumo vengono percepite come "musei per ricchi" che respingono chi abita nelle periferie.

La visibilità è amplificata dai social media: il 13,4% dei ragazzi intervistati ha ammesso di aver assistito a episodi di violenza filmati e condivisi online, un meccanismo che trasforma l'aggressione in una sorta di performance pubblica.

In alcune aree specifiche, l'assenza di istituzioni trasforma il quartiere in un bacino di reclutamento per la criminalità organizzata. I dati del primo semestre 2025 sono allarmanti: 46 minori sono stati denunciati per associazione mafiosa, quasi eguagliando l'intero dato dell'anno precedente (49). Le città più colpite sono Catania (15 denunce) e Napoli (6).

In questi contesti, la mafia offre ciò che la società civile nega: denaro facile, protezione e un'illusoria ascesa sociale. Per i giovani coinvolti in questi circuiti, la recidiva è estremamente alta: la probabilità di tornare a delinquere è 3,48 volte superiore rispetto ai coetanei non legati a contesti mafiosi. Preoccupa inoltre l'aumento degli omicidi commessi da minori: dai 102 casi del 2014 ai 193 del 2024, con una forte incidenza in Campania.

Secondo Save The Children, la risposta basata esclusivamente sulla punizione e sul carcere non sta sortendo gli effetti sperati nel contrastare la violenza più immediata. Il report suggerisce che la violenza minorile sia un grido di aiuto che evidenzia un vuoto sociale ed educativo.

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