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Il Borghese
01 Maggio 2026 - 05:50
Il Risiko bancario premia chi non gioca (per ora). Questo, almeno, sembra dire il bilancio 2025 di Intesa Sanpaolo, approvato a larghissima maggioranza dall’assemblea dei soci. Il motivo principale? Dividendi per 6,5 miliardi.
Carlo Messina, al quinto mandato al timone dell’istituto bancario, ha detto che «il 2025 si è chiuso con i migliori risultati nella storia di Intesa Sanpaolo. Abbiamo registrato un utile netto di 9,3 miliardi, con livelli di redditività tra i più elevati in Europa e una struttura operativa che continua a migliorare in termini di efficienza». E con una capitalizzazione a oltre 100 miliardi che pone ai vertici dell’Eurozona. La parola d’ordine, dalle parti del Grattacielo, è «diversificazione» dei ricavi e delle aree operative.
E dunque, per il momento, si resta ben lontani dalle tentazioni di entrare nella partita (infinita) del Risiko bancario in atto. Anche se, a detta dei bene informati, la posizione di Messina è di attesa: uno sguardo alla finestra a controllare l’Unicredit di Andrea Orcel, un’occhiata allo specchietto retrovisore agli altri player che magari si avvicinano al territorio (traduzione: l’interesse, sempre di Unicredit ma anche di BPM e Crede, per Banca di Asti).
E così si arriva, intanto, ai maxidividendi da distribuire: importo unitario di 37,6 centesimi per azione, con un rendimento intorno al 7,5%, per un totale di oltre 6,5 miliardi di euro - tra acconto e saldo - che vale il 70% dell’utile netto consolidato. Il saldo agli azionisti sarà pagato a maggio, avvisano dall’istituto di credito. Che, in un’area duramente provata dalla crisi, si sta ponendo come soggetto-attore di una partita ben più complessa, cui dovrà guardare anche la politica.
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