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Garlasco
13 Marzo 2026 - 10:15
Non sarà mai possibile determinare con precisione scientifica l’ora della morte di Chiara Poggi, come sottolinea il genetista della famiglia Poggi, Marzio Capra. Secondo lui, nemmeno la relazione recente della dottoressa Cristina Cattaneo permette di indicare un orario certo: la forbice temporale rimane tra le 7:30 e le 12:30.
Questa informazione, sebbene interessante, apporterebbe poche novità alle indagini, che sono ancora in corso nell’ambito del nuovo filone sul delitto di Garlasco. In questo contesto, Andrea Sempio è indagato per omicidio in concorso con Alberto Stasi, unico condannato, o con ignoti. La relazione è parte degli atti della Procura di Pavia ed è attualmente riservata agli avvocati delle parti.
Nei 19 anni di indagini, i documenti giudiziari hanno collocato l’omicidio tra le 9:12 e le 9:36, ovvero dal momento in cui Chiara ha disattivato l’allarme di casa a quando Stasi ha acceso il suo computer. Questo intervallo ha contraddetto la prima stima del medico legale, che aveva indicato la morte tra le 10:30 e le 12, con una maggiore probabilità intorno alle 11-11:30. Tale valutazione non considerava, però, il peso del corpo.
Con il passare degli anni, l’orario del decesso è stato progressivamente anticipato, anticipando il momento rispetto all’accensione del PC di Stasi. Per Capra, comunque, il lasso scientifico resta 7:30-12:30, mentre altri elementi di natura indiziaria aiutano a restringere ulteriormente i tempi.
Tra questi, il fatto che Chiara, alle 9:12, ha tolto l’allarme mentre faceva colazione, senza aprire tutte le persiane come faceva di consueto. Inoltre, alcune testimonianze parlano di una bicicletta davanti alla villetta dei Poggi poco dopo le 9:12, poi scomparsa entro le 10.
Secondo Capra: “L’orario di 7:30-12:30 è stato stabilito sulla base dei dati del medico legale, considerando altre possibilità”.
Nella sentenza di condanna a Stasi si legge che l’imputato dichiarava di essere rimasto a casa tutta la mattina del 13 agosto per scrivere la tesi di laurea. Tuttavia, le verifiche su telefono e computer hanno individuato tre possibili finestre in cui Stasi avrebbe potuto allontanarsi. La prima finestra, tra il disinserimento dell’allarme alle 9:12 e l’accensione del PC alle 9:35, è stata considerata concretamente possibile, e le indagini sull’alibi di Stasi si sono concentrate proprio su quei minuti.
Secondo l’accusa, Stasi si sarebbe recato in bicicletta in via Pascoli, a meno di 2 km da casa, per poi rientrare, accendere il PC e continuare la stesura della tesi interrotta la sera precedente a casa di Chiara.
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