Cerca

Il caso

Delitto di Garlasco, indagini verso la chiusura: attesa la perizia informatica decisiva

Entro agosto, scadenza dei 18 mesi di indagini preliminari, i magistrati dovranno decidere se chiedere il rinvio a giudizio per Andrea Sempio o archiviare il caso

Delitto di Garlasco, indagini verso la chiusura: attesa la perizia informatica decisiva

Le indagini preliminari sul caso di Garlasco, legato all’omicidio di Chiara Poggi, potrebbero arrivare a una svolta entro l’estate. Il termine massimo per gli accertamenti è fissato ad agosto, quando scadranno i 18 mesi previsti dalla legge per questa fase dell’inchiesta. Tuttavia, la decisione della Procura di Pavia potrebbe arrivare anche prima, non appena verrà depositata l’ultima perizia tecnica richiesta dagli investigatori.

Al centro dell’attenzione resta la posizione di Andrea Sempio, attualmente indagato, nei cui confronti i magistrati dovranno decidere se chiedere il rinvio a giudizio oppure procedere con l’archiviazione.

La riapertura del caso e il nuovo filone investigativo

La riapertura dell’inchiesta risale a circa un anno fa, quando l’attenzione pubblica tornò sul delitto avvenuto nel 2007 a Garlasco. Il 27 febbraio 2025 Sempio ricevette un avviso di garanzia e pochi giorni dopo si sottopose al prelievo del DNA presso una caserma dei carabinieri.

Questa nuova fase investigativa è stata avviata dopo una richiesta legata a una perizia di parte presentata dalla difesa di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva nel 2015 per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi.

La perizia sui computer: il punto chiave dell’inchiesta

Uno degli aspetti più importanti ancora da chiarire riguarda l’analisi dei computer di Alberto Stasi e Chiara Poggi. Gli esperti informatici stanno concentrando l’attenzione su una finestra temporale molto precisa: dieci minuti, tra le 21:59 e le 22:09 del 12 agosto 2007, la sera prima del delitto.

Secondo una delle ipotesi investigative, in quel breve intervallo Chiara Poggi avrebbe utilizzato il computer del fidanzato, scoprendo qualcosa che avrebbe potuto provocare una discussione tra i due, proseguita poi la mattina successiva, poche ore prima dell’omicidio nella villetta di famiglia a Garlasco.

Il possibile movente e il contenuto del computer

Nella sentenza definitiva contro Alberto Stasi, i giudici hanno sottolineato che il movente del delitto non è mai stato chiarito. Tuttavia, nelle motivazioni viene citato anche un elemento emerso durante il processo: l’abitudine di Stasi di visionare quotidianamente materiale pornografico prima di dedicarsi alla scrittura della sua tesi universitaria.

Secondo i magistrati, queste abitudini avrebbero potuto generare domande o tensioni all’interno della coppia, anche se non esistono prove definitive che colleghino direttamente questo aspetto al delitto.

Il contrasto tra le consulenze tecniche

Le perizie informatiche presentate dalle diverse parti hanno fornito interpretazioni contrastanti.

I consulenti incaricati dalla famiglia Poggi sostengono che esista una traccia che indicherebbe l’ultimo accesso alla cartella chiamata “militare”, contenente materiale pornografico, registrato alle 22 del 12 agosto. Secondo questa ricostruzione, sarebbe stata proprio Chiara Poggi ad aprire quella cartella.

La difesa di Alberto Stasi, invece, contesta questa interpretazione. Secondo i loro esperti, il dato sarebbe stato generato automaticamente dal sistema operativo Windows XP, e non rappresenterebbe un accesso reale da parte di una persona. In questa versione, Chiara Poggi avrebbe invece utilizzato il computer per lavorare alla tesi del fidanzato.

La decisione finale attesa dopo la perizia

Proprio per chiarire queste discrepanze, la Procura di Pavia ha disposto una nuova perizia informatica. Il suo deposito sarà determinante per capire quale direzione prenderà l’indagine.

Solo dopo questo passaggio i magistrati potranno decidere se procedere con il processo nei confronti di Andrea Sempio oppure se chiudere definitivamente il filone investigativo.

Va inoltre ricordato che molte informazioni rimangono ancora riservate: le parti coinvolte potranno conoscere nel dettaglio il contenuto degli atti solo quando sarà completata la fase di discovery, cioè quando il materiale dell’indagine diventerà accessibile agli avvocati delle parti.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.