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L'incontro

Medicina di genere, conoscere le differenze per curare meglio: a Verduno un incontro per una sanità più equa

All’Auditorium dell’Ospedale Michele e Pietro Ferrero esperti e istituzioni a confronto su ricerca inclusiva, prevenzione e terapie personalizzate, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure per uomini e donne

Medicina di genere, conoscere le differenze per curare meglio: a Verduno un incontro per una sanità più equa

All’Auditorium dell’Ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno si è svolto mercoledì 11 marzo un incontro divulgativo dedicato alla medicina genere-specifica, dal titolo Salute e genere: studiare le differenze per curare meglio. L’iniziativa, organizzata in occasione della Festa della Donna, è stata promossa dal Gruppo Terziario Donna Alba insieme all’associazione Commercianti Albesi, con la collaborazione dell’ASL CN2 e della Fondazione Ospedale Alba-Bra. L’appuntamento ha registrato una buona partecipazione di pubblico, segno dell’interesse crescente verso un tema che sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel panorama sanitario.

La medicina di genere rappresenta un approccio relativamente recente nella ricerca e nella pratica clinica. Le sue origini risalgono al 1991, quando la cardiologa statunitense Bernadine Healy pubblicò un articolo in cui descrisse la cosiddetta “sindrome di Yentl”. Nel suo studio veniva evidenziato come per lungo tempo la medicina si fosse basata prevalentemente su modelli maschili, con il risultato che le donne ricevevano minore attenzione soprattutto nella diagnosi e nel trattamento delle malattie cardiovascolari. I sintomi femminili, spesso diversi o meno evidenti rispetto a quelli maschili, potevano, infatti, portare a diagnosi più tardive e a cure meno tempestive.

Durante l’incontro, medici e specialisti dell’ASL CN2 hanno illustrato al pubblico il valore di questo nuovo approccio scientifico, sottolineando come uomini e donne possano sviluppare le stesse patologie in modo differente e come anche la risposta ai trattamenti farmacologici possa variare. Tenere conto di queste differenze consente di migliorare l’appropriatezza terapeutica e di orientare la medicina verso percorsi sempre più personalizzati, con benefici sia per i professionisti sanitari sia per i pazienti.

Nel corso degli interventi è stato evidenziato come la ricerca scientifica inclusiva rappresenti un passaggio fondamentale per garantire equità nelle cure e una maggiore qualità dell’assistenza sanitaria. Investire nello studio delle differenze legate al genere, infatti, significa migliorare l’efficacia dei trattamenti e rendere il sistema sanitario più attento ai bisogni di tutta la popolazione.

Il programma dell’incontro ha proposto diversi approfondimenti tematici. Annamaria Gianti ha affrontato il tema della medicina genere-specifica come strumento di equità e personalizzazione delle cure. Carlo Di Pietrantonj ha, invece, concentrato il suo intervento sull’importanza di una ricerca sanitaria inclusiva, capace di ridurre le disuguaglianze di genere. Anna Familiari ha posto l’attenzione sul rapporto tra salute e lavoro femminile nel terzo settore, analizzando rischi, tutele e prospettive.

A seguire, Elena Nicola ha approfondito alcuni aspetti clinici della medicina di genere, soffermandosi su patologie come cardiopatie, tumore del colon-retto, osteoporosi e disturbi alimentari. L’ultimo intervento, affidato ad Arianna Dal Canton, ha riguardato la farmacologia di genere, evidenziando come lo stesso farmaco possa produrre effetti differenti a seconda del sesso del paziente.

All’incontro erano presenti anche diverse figure istituzionali del territorio, tra cui la Direzione generale dell’ASL CN2, la Fondazione Ospedale Alba-Bra, rappresentanti del Comune di Alba e della Consulta per le Pari Opportunità.

Nel corso della serata è stato ribadito come la medicina di genere rappresenti oggi uno strumento fondamentale per migliorare la qualità delle cure e promuovere una maggiore consapevolezza sanitaria tra i cittadini. Proprio per questo, iniziative di informazione e divulgazione rivolte alla popolazione assumono un ruolo importante nel favorire la conoscenza di un approccio che punta a rendere la medicina sempre più equa, moderna e personalizzata.

Il Gruppo Terziario Donna Alba ha, infine, sottolineato il valore di momenti di confronto aperti alla comunità, evidenziando come i temi legati alla salute, alla prevenzione e al benessere siano strettamente collegati anche al mondo del lavoro, ambito in cui l’attenzione delle imprenditrici verso la qualità della vita e la tutela delle persone è sempre più forte. Promuovere occasioni di dialogo su questi argomenti significa, quindi, contribuire a diffondere una cultura della salute consapevole e condivisa sul territorio.

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