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Riscaldamenti, scatta lo stop: tutte le date dello spegnimento città per città

Con l’arrivo della bella stagione parte il calendario dello spegnimento dei termosifoni. Ecco quando dovranno essere spenti nelle diverse zone climatiche italiane

Riscaldamenti, scatta lo stop: tutte le date dello spegnimento città per città

Con l’arrivo della primavera torna anche il momento di dire addio ai riscaldamenti domestici centralizzati. Come ogni anno, lo spegnimento dei termosifoni segue un calendario diverso a seconda della zona climatica in cui si trova il Comune, con date che variano progressivamente dal Sud al Nord Italia.

Nel 2026 il primo stop è previsto oggi, 15 marzo, nelle località più calde del Paese, come Lampedusa e Porto Empedocle, oltre ad alcune aree della Sicilia meridionale. Da qui in avanti, il calendario procede gradualmente: il 31 marzo in città come Napoli, il 7 aprile a Roma e il 15 aprile nei principali centri del Nord, tra cui Milano. Nelle aree montane più fredde, invece, non è prevista una data obbligatoria di spegnimento.

Il funzionamento degli impianti termici è regolato dal DPR 74/2013, che aggiorna quanto stabilito dal DPR 412/1993. La normativa divide il territorio nazionale in sei zone climatiche, dalla A alla F, sulla base dei cosiddetti “gradi giorno”, un indicatore che misura la differenza tra la temperatura interna di riferimento degli edifici e la temperatura media esterna nel corso dell’anno. Più alto è questo valore, più lungo è il periodo in cui è consentito tenere accesi i riscaldamenti.

Dal punto di vista geografico, le zone A e B comprendono molte aree costiere del Sud e delle isole maggiori, caratterizzate da un clima più mite. Le zone C e D includono gran parte dell’entroterra del Centro-Sud e alcune aree della costa tirrenica e adriatica. La zona E copre buona parte del Centro-Nord e delle zone appenniniche, mentre la zona F riguarda i territori alpini e montani, dove le temperature restano più rigide.

Il calendario dello spegnimento per zone climatiche

  • zona A: spegnimento dal 15 marzo

  • zona B: spegnimento dal 31 marzo

  • zona C: spegnimento dal 31 marzo

  • zona D: spegnimento dal 15 aprile (con eccezioni locali come Roma, dove lo stop arriva il 7 aprile)

  • zona E: spegnimento dal 15 aprile

  • zona F: nessun limite stabilito

Nel dettaglio, nella zona B rientrano città come Palermo, Reggio Calabria, Crotone e Agrigento. La zona C comprende centri importanti come Bari, Cagliari, Lecce e Salerno. Nella zona D si trovano città come Firenze, Genova, Ancona, Viterbo e Pescara. La zona E, invece, include gran parte delle città del Centro-Nord, tra cui Torino, Bologna, Verona, Padova, Bergamo, Bolzano, Parma, Venezia, Perugia e L'Aquila. Infine, nella zona F rientrano le aree più fredde del Paese, soprattutto nei territori alpini, con città come Trento, Cuneo e Belluno, dove non esiste una scadenza obbligatoria per lo spegnimento degli impianti.

Questo sistema consente di bilanciare il comfort abitativo con il risparmio energetico, adattando i periodi di accensione e spegnimento dei riscaldamenti alle diverse condizioni climatiche del territorio italiano.

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