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I segreti degli Agnelli

Eredità Agnelli, il tesoro delle barche dell'Avvocato: ecco dove sono finite

Dallo Stealth che vinse (con John Elkann) la Jubilee Regatta all'Agneta dalle vele rosse e al Capricia del famoso tuffo completamente nudo

Eredità Agnelli, il tesoro delle barche dell'Avvocato: ecco dove sono finite

Alla sua morte, nel gennaio 2003, Gianni Agnelli lasciava le proprie volontà in tre fogli manoscritti: in uno la destinazione delle quote azionarie dell'impero Fiat, uno per le case - ossia la storica Villa Frescot oggi disabitata, il "Castello" a Villar Perosa, l'attico vista Quirinale a Roma - e uno per la designazione dell'esecutore testamentario, Franzo Grande Stevens. Tutto qui? C'è una parte del suo patrimonio, però, non nominata e che ha lasciato interrogativi tra gli appassionati del settore - e in parte ha aiutato a svelare i segreti che hanno portato alla battaglia giudiziaria sull'Eredità Agnelli -, ossia: dove sono finite le sue famose e incredibili barche

Un interrogativo che torna d'attualità in questo periodo in cui John Elkann, nelle sue vesti di presidente Ferrari, ha svelato l'aspetto di Hypersail, la straordinaria barca da regata di Ferrari: "Una barca unica che volerà sugli oceani e che rappresenta anche una opportunità di innovazione per il mondo della nautica e quello automotive".

Un progetto nato con la collaborazione, nello sviluppo, di Giovanni Soldini, già skipper della barca Maserati di cui Elkann è stato armatore, ma che qui lascia il posto a Enrico Voltolini. Una barca nera, come lo era il leggendario Stealth di Gianni Agnelli con le vele in kevlar e carbonio. Ed è proprio a bordo dello Stealth è nata l'amicizia con Soldini. Ma dove è finito ora?

Disegnato dallo Studio Frers e costruito da Green Marine in Inghilterra, 92 piedi di lunghezza, lo Stealth è stato varato nel 1996. Sappiamo che nel 2020 era usato da John e Lapo Elkann - anche se quest'ultimo preferisce gli yacht a motore alla vela - ed era ormeggiato a Genova. 

Questa barca aveva vinto la Jubilee Regatta all'isola di Wight nel 2001, battendo - con al timone Ken Read - tutte le ex vincitrici della Coppa America. Gianni Agnelli, già seriamente malato, non c'è e non interviene alla premiazione. In compenso, a bordo - e questo pochi lo sanno - c'è un giovane John Elkann.

A cavallo fra 2024 e 2025 sarebbe stato venduto, al finanziere Peter Durbens e le ultime notizie di stampa indicano che sia stato tirato in secca, in darsena, per lavori di "ristrutturazione".

Lo Stealth sembra quindi aver seguito la linea ereditaria, senza disposizioni diverse: da Gianni Agnelli a Marella Caracciolo, mancata nel 2019, da lei ai nipoti Elkann designati unici eredi - al netto della disputa legale. Con una nota "stonata", però. Lo yacht più usato da Agnelli, il famoso F100, è finito a Margherita Agnelli.

La figlia di Gianni Agnelli, in guerra con John, Lapo e Ginevra Elkann proprio per il patrimonio paterno, è stata vista, nell'agosto di un paio di anni fa, in crociera fra Corsica e Toscana a bordo dello yacht F100. Progettato da Gerhard Gigenast e realizzato nei cantieri CNR di Ancona, fu dell'Avvocato dal 1983 fino alla sua morte: a bordo aveva anche il suo "ufficio" e poteva arrivarvi direttamente in elicottero. E poi era la "Shadow boat" dello Stealth, seguendolo nella navigazione: l'Avvocato di giorno era sulla nave dalle vele nere, ma di sera andava a dormire e seguire gli affari nel più confortevole lusso dello yacht. 

Quindi, Margherita e John sono riusciti a mettersi d'accordo almeno sulla spartizione delle barche? Di questo non si parla, nella complessa e lunga battaglia giudiziaria sull'Eredità Agnelli. Dove però c'è una parte che riguarda proprio le barche. È una annotazione della Procura di Milano del 2013, all'epoca della causa di Margherita contro il suo ex avvocato Emanuele Gamna. Quello che l'aveva portata al famoso accordo di Ginevra, il "patto successorio" con cui lei rinunciava all'eredità paterna - case escluse - in cambio di un "forfait" che si calcola fra 1 miliardo e 300 milioni di euro o addirittura 4 miliardi. Salvo poi pentirsi dopo aver scoperto, a causa di un bonifico ricevuto e grazie a un amico "insider" in banca, l'esistenza di conti e società all'estero.

In quel documento della Procura di Milano si dice che "l'esistenza di tre moli (numeri 25, 26 e 27) presso il porto francese di Beaulieu, notoriamente in uso all'Avvocato Agnelli sin dagli anni Settanta e intestati a una finanziaria e a due società offshore metteva, nuovamente, in luce la disponibilità della Famiglia Agnelli di schermi attraverso cui detenere beni celandone provenienza e titolarità". 

Quanto alle barche di una intera vita, complicato citarle tutte, ma vale la pena ricordarne alcune. Per esempio il motoscafo Ultima Dea, colore rosso Ferrari e velocità di 50 nodi grazie ai tre motori Maserati con cui l'Avvocato partecipa a competizioni offshore, a metà degli anni '60. Vince anche la Cowes-Torquay nelle acque della Manica, ma viene squalificato.

Il primo yacht è stato il 12 metri  Tomahawk, un 12 metri stazza internazionale, costruito nel 1939 da Camper & Nicholson, poi nel 1959 è arrivata la barca a vela Agneta, un 25 metri dalle caratteristiche vele rosso scuro e che l'Avvocato tiene per 25 anni - per capirci: è quella del famoso tuffo a candela, completamente nudo, immortalato in famose foto, prima di venderla ai fratelli Donà delle Rose.

Una nave che, nei siti degli appassionati di settore, viene descritta come quella che ha ospitato a bordo anche Anita Ekberg, Rita Hayworth e Jackie OnassisE, di recente, è stata rivenduta per una cifra attorno a 1 milione e 200mila euro.

Nel 1971 è la volta del Capricia, una vela per regate d'altura acquistata dallo svedese Einar Hansen, e tenuta dagli Agnelli fino al 1993, quando fu donata alla Marina Militare italiana che ancora oggi la usa per le crociere d'addestramento degli aspiranti guardiamarina. E proprio per ospitare i cadetti a bordo è stato necessario fare delle modifiche, fra cui l'eliminazione di una leggendaria stanza da bagno con vasca.

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