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IL CASO

Bimbo schiacciato dalla porta da calcio a Giaveno: la famiglia chiede 3 milioni

Antonio aveva 10 anni quando la porta da calcio lo travolse: oggi è disabile; al via il processo a Ivrea ma l'assicurazione ne offre 193mila.

Bimbo schiacciato dalla porta da calcio a Giaveno: la famiglia chiede 3 milioni

La tragedia del piccolo Antonio, travolto da una porta da calcetto a Giaveno, nel Torinese, segna un nuovo amaro capitolo legale. A distanza di oltre un anno dall'incidente dell'ottobre 2024; il divario tra le aspettative della famiglia e le proposte delle compagnie assicurative è abissale: a fronte di un'offerta complessiva di circa 193mila euro, i genitori hanno presentato una richiesta di risarcimento record da 3 milioni di euro.

Il piccolo, che all'epoca dei fatti aveva 10 anni, subì un impatto devastante che lo ridusse in coma per oltre un mese al Regina Margherita di Torino. Dopo un lungo percorso riabilitativo in provincia di Como, il bambino convive oggi con gravi difficoltà fisiche, necessita di due insegnanti di sostegno e di costanti terapie logopediche e psicologiche. Per l'avvocato della famiglia, Enrico Maria Picco, il risarcimento deve coprire non solo le spese mediche, ma la cosiddetta "perdita di chance": la compromissione definitiva delle opportunità di crescita e realizzazione futura del minore.

Parallelamente, la Procura di Ivrea prosegue l'inchiesta per lesioni personali gravi. Tra gli indagati figurano l'associazione Tennis Giaveno e il suo presidente, Fabrizio Belmonte. L'accusa, coordinata dal magistrato, Alessandra Salvati ipotizza una violazione del Testo unico sulla sicurezza: le porte da calcetto sarebbero state lasciate ai margini del campo senza sistemi di fissaggio, diventando trappole mortali.

Mentre la difesa, rappresentata dall’avvocato Gino Obert, invita alla cautela in attesa di un quadro clinico definitivo, la famiglia ha rifiutato l'ultima offerta assicurativa (condizionata alla rinuncia a costituirsi parte civile) e ha deciso di proseguire la battaglia. Il caso riapre il dibattito sulla sicurezza negli impianti sportivi frequentati dai minori.

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