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Oggi il ricordo va alle vittime di mafia, ecco perché proprio il 21 marzo

Dal 1996 Libera legge i nomi delle vittime innocenti in piazza: un rito laico che unisce memoria e impegno civile, riconosciuto dallo Stato nel 2017

Oggi il ricordo va alle vittime di mafia, ecco perché proprio il 21 marzo

Il 21 marzo, primo giorno di primavera, si celebra la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa dall'associazione Libera fin dal 1996 e riconosciuta dallo Stato con la legge n. 20 dell'8 marzo 2017. La data non è casuale: la primavera simboleggia la rinascita e l'inizio di un percorso di speranza.

Il cuore della giornata è la lettura pubblica dei nomi delle vittime innocenti di tutte le mafie — oggi oltre mille — affidata a più voci, dai familiari ai rappresentanti delle istituzioni. Un rito laico fondato su un principio semplice e potente: ogni vittima ha diritto al proprio nome, alla propria storia, alla propria dignità. L'elenco segue un ordine rigorosamente cronologico, senza distinzioni di ruolo, nazionalità o credo religioso.

L'idea nacque da un incontro di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, con Carmela Montinaro, madre di Antonio, caposcorta del giudice Giovanni Falcone ucciso a Capaci: «Il mio dolore era non sentire mai pronunciare il nome di mio figlio», confidò. Da quella denuncia nacque la giornata, costruita nel tempo grazie anche all'impegno di Saveria Antiochia, madre di un altro agente ucciso dalla mafia.

La prima edizione si tenne a Roma nel 1996 con circa 500 partecipanti. Nel 2015 a Bologna erano oltre 200mila. Nel 2006 la manifestazione nazionale si tenne a Torino.

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