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Il ritorno di Leonardo da Vinci ma l'"Autoritratto" non c'è: ecco perché e cosa ci sarà al suo posto

Tre vedute virili di Leonardo: il foglio autografo in pietra rossa su carta del 1502 circa in mostra a Torino fino al 28 giugno

Il ritorno di Leonardo da Vinci ma l'"Autoritratto" non c'è: ecco perché e chi ci sarà al suo posto

Un'immagine di "Spazio Leonardo"

Tre teste, rappresentate una di seguito all’altra, quasi come in una sequenza cinematografica. A destra del foglio è il ritratto frontale, caratterizzato da uno studio particolareggiato del volto, mentre nei due ritratti successivi le dimensioni del viso aumentano e la tecnica si fa meno analitica e più essenziale. Sono le “Tre vedute di testa virile con barba” di Leonardo da Vinci. La pietra rossa su carta, un foglio autografo di 110x283 mm datato 1502 circa, si potrà ammirare, dentro ad una vetrina blindata e climatizzata, fino al 28 giugno prossimo nello Spazio Leonardo allestito al primo piano della Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino.

Si tratta di uno dei 13 preziosissimi disegni del maestro del Rinascimento acquistati dal re Carlo Alberto nel 1840 e conservati, insieme con il Codice del Volo donato nel 1893 da Teodoro Sabachnikoff al re Umberto I, alla Biblioteca Reale di piazza Castello. Torna il tradizionale appuntamento pasquale con il genio di Vinci. Un appuntamento nato nel 2021 con l’esposizione del celebre “Autoritratto”, un’opera che aveva fatto la sua prima uscita pubblica nel novembre del 2011 alla Reggia di Venaria, dopo 172 anni di buio nel caveau della Biblioteca. Dallo scorso anno, però, il disegno è stato “messo a riposo” per preservarne l’integrità e quando tornerà visibile ancora non è dato sapere. Così ora vengono proposti a rotazione, con cadenza annuale, i disegni conservati alla Biblioteca.

Nel 2025 era stato il “Volto di fanciulla”, lo studio per l’angelo della “Vergine delle Rocce”, esposto nella Pasqua del 2025, quest’anno tocca alla testa d’uomo con barba. «È un’opera della maturità di Leonardo - spiega la direttrice dei Musei Reali Paola D’Agostino -. Il ritratto inizialmente era stato identificato con il condottiero Cesare Borgia, studi successivi avevano però lo avevano escluso per cui ora si pensa che possa riferirsi allo studio per una figura del Cenacolo oppure che sia un semplice disegno frutto di osservazione. Perché Leonardo, fedele agli insegnamenti del suo maestro, il Verrocchio, e ossessionato dalla fisiognomica, era solito camminare con un taccuino sotto il braccio e osservare il volto delle persone».

Curatori di questa esposizione sono due importanti studiosi del Rinascimento, Simone Facchinetti e Arturo Galansino, gli stessi che cureranno la mostra dedicata ai pittori leonardeschi lombardi in programma dalla fine di novembre alle Gallerie d’Italia di Milano. Una rassegna cui i Musei torinesi contribuiranno con alcuni importanti prestiti. «Sarà l’occasione - rimarca la direttrice - per approfondire ulteriormente gli studi sull’intero corpus di Leonardo».

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