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Il fatto
19 Marzo 2026 - 17:00
Secondo le analisi condotte presso il Depuratore di Nosedo, nella periferia sud-est della città di Milano, emerge un quadro aggiornato dei comportamenti dei cittadini grazie allo studio delle acque di scarico. Un metodo ormai riconosciuto a livello europeo, che consente di stimare i consumi reali della popolazione senza ricorrere a interviste dirette.
Lo studio è stato realizzato dall’Istituto Mario Negri, che da anni monitora indicatori epidemiologici ambientali, inserendo i dati all’interno di un progetto internazionale coordinato dall’European Union Drugs Agency.
Uno dei segnali più evidenti riguarda la cocaina, che registra un ulteriore aumento: circa 424 milligrammi al giorno ogni mille abitanti. Un trend in crescita costante negli ultimi anni, in linea con altre grandi città dell’Europa occidentale e meridionale.
Particolarmente significativo è il dato relativo alla distribuzione settimanale: i livelli risultano più alti nel fine settimana, con un picco evidente il sabato. Questo schema suggerisce un utilizzo legato soprattutto al tempo libero e alla socialità, una dinamica osservata anche in circa tre quarti delle città europee analizzate.
Anche la ketamina mostra un incremento, passando da circa 24,9 microgrammi al giorno ogni mille persone nel 2024 a 26,8 nel 2025. Si tratta di una sostanza utilizzata sia in ambito medico come anestetico sia come droga ricreativa.
Anche in questo caso, le concentrazioni più elevate si registrano nel weekend, un elemento che lascia intendere un uso prevalentemente non sanitario. Nonostante la crescita, i livelli milanesi restano comunque inferiori rispetto a quelli rilevati in paesi come Belgio, Germania e Paesi Bassi.
Il quadro generale evidenzia inoltre un aumento dell’MDMA, in crescita dopo la fase post-pandemica, mentre la cannabis mostra una diminuzione dopo anni di stabilità. Le tracce di quest’ultima risultano distribuite in modo uniforme lungo tutta la settimana, senza picchi particolari.
Per quanto riguarda amfetamina e metamfetamina, i livelli restano stabili e relativamente bassi rispetto ai paesi del Nord Europa, dove queste sostanze risultano più diffuse.
Il monitoraggio attraverso le acque reflue rappresenta uno strumento sempre più affidabile per comprendere i comportamenti collettivi. I campionamenti vengono effettuati in settimane considerate “ordinarie”, evitando periodi eccezionali o condizioni meteorologiche particolari che potrebbero alterare i risultati.
Secondo gli esperti, questi dati devono essere integrati con altre fonti informative — cliniche, tossicologiche e sociali — per ottenere una visione completa dei fenomeni legati al consumo di sostanze.
In questo senso, il lavoro dell’Istituto Mario Negri contribuisce a costruire un osservatorio europeo sempre più dettagliato, utile non solo per la ricerca scientifica ma anche per orientare politiche pubbliche e strategie di prevenzione.
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