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Notte di striscioni a Roma: l’azione che riaccende il dibattito sul congedo di paternità

Il collettivo “Tutti i maschi” protesta in città dopo la bocciatura della proposta: “Il congedo è giustizia sociale e va garantito a tutti i genitori”

Notte di striscioni a Roma: l’azione che riaccende il dibattito sul congedo di paternità

Nella notte del 19 marzo 2026, diversi striscioni sono comparsi in vari punti della città di Roma, inclusi luoghi simbolici come il Colosseo. Tra i messaggi esposti spicca la frase: “Senza congedo, nessuna festa”, un chiaro riferimento alla Festa del papà e al tema del congedo di paternità.

L’iniziativa è stata organizzata dal collettivo informale “Tutti i maschi”, che ha deciso di utilizzare questa ricorrenza per lanciare una mobilitazione politica e sociale. L’obiettivo dichiarato è quello di richiamare l’attenzione pubblica sulla necessità di ampliare i diritti legati alla genitorialità, chiedendo in particolare un sistema di congedo parentale più equo e accessibile.

Secondo quanto riportato nel loro comunicato, il gruppo rivendica il riconoscimento del diritto dei padri a poter disporre di un tempo di cura reale, condiviso e garantito. La loro iniziativa si inserisce in un contesto di dibattito acceso dopo la recente bocciatura parlamentare di una proposta di legge che prevedeva l’estensione del congedo parentale fino a cinque mesi obbligatori per entrambi i genitori, con indennità al 100%.

Questa decisione ha generato diverse polemiche politiche, soprattutto da parte delle opposizioni, che hanno criticato la scelta della maggioranza, accusata di sostenere la famiglia solo a livello di dichiarazioni senza tradurlo in misure concrete.

Gli attivisti sottolineano come il tema del congedo di paternità paritario non debba essere considerato marginale o simbolico, ma piuttosto uno strumento centrale di giustizia sociale. Secondo la loro visione, una maggiore partecipazione dei padri nella cura dei figli contribuirebbe a una più equa redistribuzione del lavoro domestico e familiare, riducendo il carico che grava prevalentemente sulle donne.

Nel loro messaggio viene anche evidenziata una critica più ampia alle priorità di spesa pubblica, ritenute sbilanciate: da un lato investimenti in ambiti come il riarmo, dall’altro una carenza di risorse destinate a un welfare moderno in grado di rispondere ai bisogni delle famiglie contemporanee.

L’azione degli striscioni viene presentata dagli organizzatori come solo l’inizio di un percorso più lungo. Il collettivo intende infatti aprire uno spazio di confronto pubblico sul tema della paternità, considerato ancora poco discusso ma fondamentale per il futuro delle politiche sociali e per una reale parità di genere.

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