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Il caso
19 Marzo 2026 - 23:35
A Napoli si registra un incremento significativo dei contagi da Epatite A, con un numero crescente di pazienti che arrivano quotidianamente nei presidi sanitari cittadini. A lanciare l’allarme è la dottoressa Novella Carannante, specialista dell’Ospedale Cotugno di Napoli, che descrive una situazione sotto osservazione ma in costante evoluzione.
Secondo quanto riportato, negli ultimi giorni si è passati da pochi casi sporadici a circa 7-10 accessi al giorno al Pronto Soccorso, con un totale di decine di ricoveri nelle ultime settimane. Un dato che evidenzia un aumento rispetto agli anni precedenti, quando i numeri risultavano decisamente più contenuti.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la possibile correlazione tra i contagi e il consumo di frutti di mare crudi e pesce poco cotto. Molti pazienti, infatti, riferiscono di aver ingerito alimenti potenzialmente contaminati.
Le autorità sanitarie stanno monitorando anche la filiera alimentare attraverso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, coinvolto nelle verifiche sui prodotti ittici.
L’Ospedale Cotugno di Napoli rappresenta uno dei principali centri di riferimento per le malattie infettive. Qui vengono gestiti sia i ricoveri sia la raccolta dei dati epidemiologici.
Al momento non si registrano criticità strutturali gravi, ma la pressione sui reparti è aumentata. I pazienti, dopo una permanenza media di 24-48 ore in Pronto Soccorso, vengono trasferiti nei reparti di degenza o in altri ospedali, quando necessario.
Tra i casi più delicati figura quello di un uomo di 46 anni con una forma severa di insufficienza epatica, trasferito all’Ospedale Antonio Cardarelli, dove è costantemente monitorato e valutato per un eventuale trapianto di fegato.
I segnali più comuni dell’Epatite A includono:
febbre
dolore addominale
urine scure
feci chiare
presenza di ittero (colorazione gialla della pelle e degli occhi)
Questi sintomi possono comparire dopo un periodo di incubazione e richiedono una valutazione medica tempestiva.
La trasmissione dell’Epatite A avviene principalmente per via oro-fecale, spesso a causa di scarsa igiene o consumo di alimenti contaminati.
Per ridurre il rischio, gli esperti raccomandano:
cuocere accuratamente gli alimenti
evitare cibi crudi o poco cotti, in particolare frutti di mare
prestare attenzione anche a frutti di bosco, freschi o surgelati
lavare sempre le mani in modo corretto
adottare una buona igiene personale
La misura più efficace resta comunque la vaccinazione, disponibile presso ASL, centri vaccinali e farmacie, sia per adulti che per bambini.
Un punto di particolare attenzione riguarda le abitudini alimentari legate alla Pasqua, quando a Napoli è tradizione consumare piatti a base di cozze e frutti di mare. Proprio questo potrebbe contribuire a un ulteriore aumento dei casi, se non vengono rispettate adeguate norme di sicurezza alimentare.
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