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La tragedia
20 Marzo 2026 - 08:40
Le indagini sul drammatico incidente del tram avvenuto il 27 febbraio — che ha causato la morte di due persone e oltre cinquanta feriti — si stanno concentrando su una timeline estremamente precisa. Secondo la Procura, la causa dello schianto contro il palazzo tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto non sarebbe da attribuire a un malore improvviso del conducente ma a una distrazione fatale legata all'uso del cellulare.
Al centro degli accertamenti c'è una telefonata intercorsa tra il tranviere, Pietro M., e un collega a cui aveva dato il cambio circa un'ora prima dell'impatto. La chiamata, durata 3 minuti e 40 secondi, verteva su un dolore al piede che il conducente avrebbe avvertito dopo aver aiutato un passeggero in carrozzina. Il punto cruciale riguarda l'orario della comunicazione. La difesa sostiene che la chiamata si sia conclusa sei minuti prima dell'incidente, una distanza temporale che escluderebbe il nesso diretto con lo schianto, tesi smentita dai tabulati, secondo i quali la chiamata si sarebbe interrotta solo 12 secondi prima dell'impatto.
Se confermato, questo ridottissimo scarto temporale collocherebbe la telefonata proprio nelle fasi critiche in cui il tram ha saltato una fermata, non ha azionato lo scambio e ha imboccato la curva a velocità eccessiva.
Pietro M., un tranviere di 60 anni con lunga esperienza in ATM, è attualmente indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose. L'uomo ha sempre dichiarato di aver perso conoscenza a causa di una sincope vasovagale, innescata dal dolore all'alluce sinistro per l'infortunio subìto in precedenza.
La Procura attualmente sta seguendo la pista del comportamento vietato durante il servizio: l'uso del telefono in cabina di guida. Gli investigatori del Radiomobile della Polizia Locale e i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro hanno effettuato acquisizioni di documenti presso la sede ATM di Foro Bonaparte per chiarire ogni aspetto regolamentare e tecnico.
L'ordine di esibizione degli atti riguarda tre fronti principali: sono stati acquisiti lo stato di servizio del conducente degli ultimi tre anni, i verbali di sorveglianza sanitaria, la documentazione sulla formazione e le regole interne dell'azienda sull'uso dei cellulari in cabina. La magistratura ha richiesto i capitolati d'appalto, i verbali di messa in servizio, i registri di manutenzione ordinaria e straordinaria e le verifiche periodiche di sicurezza.
L'obiettivo è incrociare i dati tecnici del nuovo modello di tram con la condotta umana per stabilire se i sistemi di sicurezza siano stati ignorati a causa di una distrazione che ha preceduto di pochissimi istanti la tragedia.
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