l'editoriale
Cerca
Industria dell'auto
20 Marzo 2026 - 11:40
Uno stabilimento che rischia di spegnersi, operai in piazza a protestare, produzione ai minimi storici. No, questa volta non si parla di Mirafiori. La crisi dell’automotive italiano ha un altro epicentro di non poter ignorare: Cassino. Qui, nello stabilimento di Stellantis, centinaia di lavoratori hanno incrociato le braccia per lo sciopero unitario proclamato da Fim, Fiom e Uilm. Il corteo, partito da piazza De Gasperi e concluso in piazza Diaz, ha visto la partecipazione non solo degli operai ma anche di sindaci e rappresentanti delle imprese locali. Dal palco, il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, ha usato parole durissime: «Cassino si sta trasformando in un buco nero per le lavoratrici e i lavoratori, sia di Stellantis sia dell’indotto». Accanto a lui, i leader di Fim e Uilm, Ferdinando Uliano e Rocco Palombella, hanno ribadito la necessità di risposte immediate. «Chiediamo impegni precisi», ha detto Palombella, sottolineando come «nel 2026 i giorni di lavoro a Cassino siano stati appena dieci».
I numeri, del resto, parlano chiaro. In pochi anni lo stabilimento è passato da circa 4.500 addetti agli attuali 2.300. «È come se fosse già in chiusura», ha insistito De Palma, visto anche che la maggior parte dei lavoratori si trova oggi in cassa integrazione o in regime di solidarietà. Da qui l’appello diretto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e all’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa: aprire subito un tavolo di confronto prima della presentazione del nuovo piano industriale. «Serve un incontro con governo, azienda e filiera per garantire il futuro dell’automotive nel Paese, a partire da Cassino», ha detto il leader Fiom.
Il punto rimane sempre quello dei modelli produttivi. A differenza di altri poli italiani - da Mirafiori a Melfi, passando per Pomigliano - Cassino è rimasta senza nuovi progetti concreti. I ritardi nello sviluppo delle nuove generazioni Alfa Romeo e nell’implementazione della piattaforma Stla Large hanno lasciato gli impianti sottoutilizzati. Il cambio di strategia verso l’ibrido, unica soluzione visto anche il mercato meno pronto del previsto all’elettrico, ha ulteriormente allungato i tempi. Le nuove Giulia e Stelvio, inizialmente previste tra il 2025 e il 2026, sono state rinviate almeno al 2027, se non oltre.
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Walter Altea
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..