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Il Borghese
17 Marzo 2026 - 05:50
Alle volte bisogna saper cogliere i piccoli segnali, oppure aggrapparsi a questi per rimanere ottimisti. E nel fatto che Stellantis richiami in dipendenti in ufficio, anche a Torino, c’è chi vi coglie un segnale in questo senso. Anche se, come è normale, si aprono nuovi interrogativi.
Da Stellantis era già stata annunciata la fine dello smart working. Il nuovo management guidato da Antonio Filosa, infatti, rivuole tecnici, ingegneri e manager intermedi in ufficio, a portata di riunione, di confronto, di macchinetta del caffè.
Al momento il Gruppo prevedeva l’obbligo di presenza in ufficio per almeno un giorno e mezzo alla settimana - pratica nata ai tempi del Covid -, mentre lo scopo è tornare a cinque su cinque. Da fine marzo si riparte tutti in presenza negli Stati Uniti, ma per le sedi europee il percorso sarà più lungo.
Intanto, in Italia, saranno solo circa 5mila - su 8mila i dipendenti richiamati in ufficio per tre giorni a settimana entro settembre 2026. E La questione investe particolarmente Mirafiori e la palazzina degli Enti Centrali, quella su cui svettava la scritta Fiat, e che al momento è in fase di ristrutturazione, con obiettivo fine lavori nel 2027.
Domanda: ma negli uffici ci sarà posto per tutti? A Mirafiori, infatti, adesso c’è anche la sede di Stellantis Europe Enlarged e della divisione ProOne, che - quando ci è stata presentata - pareva studiata proprio per le rotazioni fra tecnici e ingegneri in smart working. Evidentemente, ci saranno spazi da risistemare negli Enti Centrali. In attesa che dai mugugni si arrivi a un confronto sindacale: molti dipendenti, infatti, avevano ormai ridefinito i ritmi della propria vita secondo quelli dello smart working, tanto da trasferirsi fuori Torino. E adesso diventeranno pendolari.
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