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La crisi dell'ex Fiat

Stellantis tocca i minimi in Borsa (e non è finita). Ecco cosa sta succedendo

Continua la difficoltà del Gruppo a Piazza Affari. Speculatori in azione. In due anni bruciati 60 miliardi

Stellantis tocca i minimi in Borsa (e non è finita). Ecco cosa sta succedendo

Stellantis tocca nuovamente i minimi storici. Il titolo è in calo anche questo lunedì 16 marzo. Dopo aver aperto a Piazza Affari a 5,70, il valore è sceso fino a 5,53 e attorno alle 11.30 segnava 5,58 ossia -2,24%. Come detto, 5,53 è stato il valore minimo sulle 52 settimane, considerando che nello stesso periodo era arrivato a toccare 11,73. La capitalizzazione è al momento a 16,21 miliardi. Anche sui mercati americani il calo è pesante: a New York la perdita era stata - all'ultima chiusura - di oltre il 5%. Attorno alle 13, poi, la lieve risalita a 5,64 vale a dire -1,19%.

Continuano quindi le difficoltà del Gruppo, che già aveva dovuto affrontare una brusca discesa in Borsa quando aveva annunciato gli oneri per oltre 22 miliardi a causa del fallimento della strategia all electric e al conseguente necessario riposizionamento strategico. Un annuncio che aveva accompagnato quello della mancata corresponsione di dividendi agli azionisti per questo anno.

Nonostante alcuni segnali positivi, evidenziati dal ceo Antonio Filosa nell'ultima comunicazione dei conti, segnali provenienti soprattutto dagli USA, la situazione rimane pesante. Negli ultimi sei mesi la performance del titolo è -31,64%, nell'ultimo anno -50,59%. Dai massimi di un paio di anni fa, Stellantis ha bruciato qualcosa come 60 miliardi di capitalizzazione.

Pesano le difficoltà e la situazione produttiva, come la sottoutilizzazione degli stabilimenti europei - attorno al 50% - e per i quali potrebbe essere importante la collaborazione con produttori cinesi, cui "affittare" se non cedere linee produttive.

E pesa anche l'annunciato richiamo - l'ennesimo - di 50.000 veicoli in tutta Europa per il motore 1.5 BlueHDi a causa di un difetto dell'iniezione. Un altro guaio che spiega la decisione di abbandonare la famiglia di propulsore PureTech a favore dei FireFly.

Secondo gli esperti di Teleborsa, al momento si profila ancora "un'estensione della linea ribassista al test del pavimento 5,598 con tetto rappresentato dall'area 5,944. Le previsioni sono per un prolungamento della fase negativa al test di nuovi minimi individuati a quota 5,482". Inoltre "la rischiosità di Stellantis risulta essere piuttosto elevata a conferma dell'elevato scostamento esistente tra i prezzi nell'ultimo periodo. L'investimento appare dunque appropriato a coloro che, consapevoli del rischio di ingenti perdite, propendono per elevati guadagni".

In discesa anche il titolo di Exor N.V. che segna -0,81% a 67,65, e Ferrari con -1,21% a 285,70 euro.

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