Una finestra spalancata sulla fiducia del mercato o il prezzo della prudenza? Per Stellantis la risposta, almeno per ora, è nei numeri: un collocamento ibrido perpetuo fino a 5 miliardi di euro che attrae ordini per oltre quattro volte l’offerta e consente di stringere i rendimenti. Un segnale potente, mentre il gruppo italo-francese ricalibra la rotta sulla transizione elettrica, dopo maxi svalutazioni e lo stop al dividendo annunciati a febbraio.
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L’operazione in sintesi Stellantis ha completato una nuova emissione di
bond ibridi perpetui in tre
tranche, tra
euro e
sterline, per un totale di circa 5 miliardi di
euro equivalenti. Secondo i dati raccolti da Bloomberg, si tratta di due titoli in
euro e uno in
sterline, all’interno del programma fino a 5 miliardi di strumenti ibridi autorizzato dal consiglio di amministrazione a febbraio. La
domanda complessiva ha superato i 19 miliardi (in
euro e
sterline), pari in media a quattro volte l’offerta, permettendo di fissare
rendimenti più bassi rispetto alle indicazioni iniziali.
I numeri delle prime tre tranche - Prima
tranche: 2,2 miliardi di
euro, titolo perpetuo con prima call dopo 5,25 anni, rendimento finale al 6,375% (da un’indicazione iniziale nell’area del 6,875%).
Ordini oltre 8 miliardi di
euro, circa 3,6 volte l’offerta. - Seconda
tranche: 1,8 miliardi di
euro, perpetuo callable dopo 8 anni, rendimento finale al 7% (da 7,5% iniziale).
Domanda oltre 7 miliardi di
euro, quasi 3,9 volte l’offerta. - Terza
tranche: 865 milioni in
sterline, perpetuo con prima call dopo 6,5 anni, rendimento finale all’8,375% (da 8,875% iniziale).
Ordini superiori a 4 miliardi di
sterline, circa 4,6 volte l’offerta.
Struttura e funzione: perché un ibrida I titoli pagano una
cedola fissa fino alla prima data di reset e, se non rimborsati, si ricalcolano ogni cinque anni sul tasso di riferimento più lo spread iniziale, con step-up progressivi. Le prime finestre di rimborso anticipato scatteranno nel 2031, 2032 e 2033 a seconda della
tranche. È
debito subordinato ibrido perpetuo: uno strumento che mescola caratteristiche di debito e capitale e aiuta a rafforzare il patrimonio senza diluire gli azionisti. Una cintura di sicurezza finanziaria che lascia aperte più opzioni operative.
Prezzo della fiducia: rendimenti giù grazie alla domanda La forte
domanda istituzionale ha consentito a
Stellantis di ridurre in modo sensibile i
rendimenti rispetto alle guidance iniziali su tutte le
tranche. È solo fame di rendimento o anche
fiducia nella capacità del gruppo di gestire una fase complessa? Probabilmente entrambe le cose: gli
ordini multipli dell’offerta parlano di interesse solido, mentre le cedole, pur ridotte in pricing, restano coerenti con la natura subordinata e ibrida dello strumento.
Regolamento, banche e rating Il regolamento dell’operazione è previsto per il 16 marzo. Il collocamento è stato guidato da Goldman Sachs, con la partecipazione, tra gli altri, di Citi, Crédit Agricole Cib, Intesa Sanpaolo Imi, Mediobanca, Bnp Paribas, SocGen e UniCredit. In base alle indicazioni preliminari, i titoli dovrebbero ricevere
rating Ba2 da Moody’s e BB dalle altre agenzie: livelli tipici per strumenti ibridi subordinati.
Il contesto: svalutazioni, dividendo sospeso e transizione elettrica La mossa rappresenta il primo passo concreto dopo l’autorizzazione del cda a emettere fino a 5 miliardi di strumenti ibridi, deliberata a febbraio. Nello stesso mese il gruppo ha condotto una revisione straordinaria dei conti, registrando
svalutazioni per oltre 22 miliardi di
euro, soprattutto legate alle attività elettriche e alla revisione dei piani industriali. Contestualmente è arrivata la sospensione del dividendo, per preservare liquidità e sostenere la transizione industriale in un quadro di
domanda EV in rallentamento e pressioni sugli investimenti tecnologici.
Le prossime tappe: attesa per Detroit Il mercato guarda ora al nuovo
piano industriale che il ceo Antonio Filosa presenterà a
Detroit il 21 maggio. La maxi emissione ibrida, nelle intenzioni, serve a rafforzare la
flessibilità finanziaria in vista di scelte che potrebbero ridefinire tempi e priorità della
transizione elettrica.
Domanda retorica ma cruciale: quando la
rotta cambia, è meglio accelerare o tenere il
motore al minimo? Per gli
investitori, l’operazione indica che
Stellantis punta a restare padrona del proprio destino, costruendo un
ponte finanziario abbastanza solido da attraversare le turbolenze del mercato.
La giornata a Piazza Affari e il parere degli esperti
Intanto, dopo un lunedì pesante, a Piazza Affari il titolo chiude con +1,20% fermandosi a 6,06 euro. Gli esperti di Teleborsa invitano "alla cautela nell'operatività per gli operatori poco inclini ad affrontare perdite elevate, esortandoli alla ponderazione nell'investimento che risulta essere potenzialmente rischioso, visto l'alto livello della volatilità intraday a 3,342. Le decisioni di acquisto o di vendita vanno valutate soprattutto in un contesto intraday, poiché si registra un calo dei volumi giornalieri pari a 33.016.908 rispetto alla media mobile dei volumi dell'ultimo mese fissata a 46.305.409".