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Il Borghese
09 Marzo 2026 - 05:50
Ci sarà un convitato di pietra nel consiglio comunale del 16 marzo: Stellantis. Quella è la data in cui all’ordine del giorno c’è il nuovo piano regolatore, passato al momento attraverso le commissioni comunali e gli incontri di presentazione della giunta. Un piano regolatore con un grande punto interrogativo: dove saranno (se ci saranno) le fabbriche? La domanda è stata sollevata proprio in sede di commissione, ma dal Comune si risponde che il problema legato ai destini dell’auto a Torino dipende dai «livelli governativi» e dalla proprietà.
Il piano prevede attività industriali nell’area di Mirafiori, dove c’è ancora un enorme buco nero: l’area Tne, quella che Comune, Regione e Provincia comprarono nel 2005 da Mirafiori per 67 milioni di euro. L’obiettivo era salvare posti di lavoro: in cambio di milioni per le aree dismesse, Fiat avviò (per poco tempo) la produzione della Grande Punto, invece di licenziare. Gli enti pensavano di attirare industriali, attività produttive, cittadelle del design. Pur di riempire quegli spazi, anni fa, si arrivò a ospitare una rassegna vinicola.
Oggi, la società Tne, Torino Nuova Economia, è finita in liquidazione. Ha venduto uno spazio al Politecnico, a metà del valore a bilancio, e poco altro. Nessuno, a parte forse la Coop, vuole insediarsi vicino a una ex Fiat che non si sa che piani abbia, 500 Ibrida a parte. A fine anno il Comune ha versato ancora 1,5 milioni a Tne per la realizzazione di parcheggi e altre opere in zona. Un grande e vorace buco nero che inghiotte denari, sogni politici e interrogativi.
Per i quali, come al solito, si attende il verbo di Stellantis: non proprio una bella prospettiva nel momento in cui gli Agnelli/Elkann si liberano anche dei giornali di famiglia...
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