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Il caso
20 Marzo 2026 - 10:30
A Napoli è stata emanata una nuova misura urgente per fronteggiare l’aumento dei contagi di Epatite A, che ha portato l’amministrazione comunale a intervenire con decisioni restrittive rivolte in particolare al settore della ristorazione.
Il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza che introduce il divieto di servire e consumare frutti di mare crudi all’interno di ristoranti, bar e altri esercizi pubblici. Il provvedimento nasce dall’esigenza di contenere la diffusione del virus, che nelle ultime settimane ha registrato un incremento significativo sul territorio cittadino. Restano comunque consentite la vendita e la commercializzazione dei prodotti, ma con limitazioni sul consumo.
Secondo i dati diffusi dall’ASL Napoli 1 Centro, la situazione epidemiologica mostra un andamento in crescita: i casi segnalati risultano essere molto superiori rispetto alla media degli ultimi anni. In particolare, si evidenzia un aumento progressivo nel corso dei primi mesi dell’anno, con numeri in costante salita tra gennaio e marzo. Tra i contagiati figurano anche alcuni minori, mentre altri casi sono ancora in fase di verifica.
L’ASL ha sottolineato come la diffusione del virus sia nettamente superiore rispetto agli standard abituali, indicando un incremento fino a diverse volte rispetto sia alla media decennale sia a quella più recente. L’andamento dei contagi ha quindi reso necessario un intervento immediato per tutelare la salute pubblica e ridurre i rischi legati alla trasmissione dell’infezione, che avviene principalmente per via oro-fecale.
L’ordinanza non si limita al solo ambito della ristorazione: viene infatti raccomandato ai cittadini di evitare il consumo di frutti di mare crudi anche in ambiente domestico. Le autorità sanitarie invitano inoltre a seguire con attenzione le indicazioni igienico-sanitarie fornite dagli enti competenti, soprattutto in fase di acquisto, conservazione e preparazione degli alimenti.
Per garantire il rispetto delle disposizioni, sono stati intensificati i controlli sul territorio. Le violazioni delle norme comportano sanzioni amministrative che possono arrivare fino a cifre elevate. In caso di inosservanza ripetuta, sono previste ulteriori misure come la sospensione temporanea dell’attività e, nei casi più gravi, la revoca delle autorizzazioni.
Il provvedimento resterà in vigore fino a quando le autorità sanitarie non riterranno rientrata l’emergenza o comunque sotto controllo la situazione epidemiologica. Nel frattempo, l’attenzione resta alta sia da parte delle istituzioni sia degli operatori del settore, chiamati ad adeguarsi rapidamente alle nuove disposizioni per contribuire al contenimento dei contagi.
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