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Etichette DOP e IGP, addio anonimato: ora il nome del produttore è obbligatorio

Nuova circolare del Ministero per tutelare i consumatori. In Piemonte la svolta coinvolge 19.000 soci delle cooperative agricole

DOP e IGP, il nome in etichetta diventa obbligo: più fiducia e valore lungo la filiera

Una rivoluzione silenziosa sta per apparire sugli scaffali dei nostri supermercati e nelle botteghe. Grazie a una nuova circolare del Ministero dell'Agricoltura (Masaf), i prodotti d'eccellenza come i formaggi DOP o le nocciole IGP non potranno più essere "anonimi": il nome del produttore o di chi ha trasformato il prodotto dovrà essere scritto chiaramente in etichetta, proprio accanto al marchio di qualità.

L'obiettivo è semplice: rafforzare il legame tra il prodotto e chi lo realizza davvero. Per i consumatori questo significa poter scegliere con maggiore consapevolezza, sapendo esattamente quale azienda o cooperativa si assume la responsabilità di ciò che mangiamo. Non basterà più la generica indicazione geografica, ma servirà la firma di chi sta dietro alla filiera.

In Piemonte, la cooperazione agricola è il motore di questa trasparenza, rappresentando oltre il 35% della produzione totale. Realtà che coinvolgono migliaia di soci e che già garantiscono la tracciabilità di eccellenze come la Toma Piemontese o la Nocciola Piemonte. «È un riconoscimento al lavoro collettivo e alla qualità delle nostre filiere», spiegano da Confcooperative Piemonte, sottolineando come la fiducia tra chi produce e chi acquista ne uscirà rafforzata.

Non vedremo il cambio totale da domani: è previsto un periodo di adattamento. I prodotti etichettati prima del 14 maggio 2026 potranno restare in vendita fino a esaurimento scorte, mentre le vecchie etichette già stampate potranno essere usate fino al 14 agosto. Per la fine dell'estate, però, la "carta d'identità" dei prodotti DOP e IGP dovrà essere completa e trasparente su ogni tavola.

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