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Il nuovo volto di Fiat

Stellantis, a Mirafiori ci mette la faccia (dei dipendenti)

Una affissione corale sul telo che copre il cantiere della Palazzina Uffici: ecco il programma dei lavori

Mirafiori si mette in faccia il futuro: volti, valori e un cantiere che parla

A Mirafiori - per ora - non si vedono più i marchi storici, Fiat compreso, però Stellantis ci mette la faccia: quella dei dipendenti. Da qualche giorno, infatti, sul grande telo che avvolge il cantiere della palazzina uffici degli Enti Centrali, una nuova affissione restituisce al quartiere un’immagine corale fatta di persone, sguardi e giornate di lavoro. E lancia un messaggio semplice e potente: “Ogni brand. Ogni volto. Ogni sfida. Insieme”.


I lavori di riqualificazione della Palazzina Uffici sono iniziati lo scorso novembre e procedono regolarmente. Nel frattempo, lo spazio del cantiere si è trasformato in una grande superficie narrativa. Non un vezzo estetico, ma l’esito di un progetto di comunicazione partecipata che ha coinvolto direttamente i dipendenti torinesi di Stellantis, chiamati a decidere che cosa dovesse rappresentare il luogo-simbolo del complesso di Mirafiori in questa fase di cambiamento.

Tutto è cominciato con una survey interna, spiega il Gruppo: parole e valori, oppure immagini? Il dilemma era soltanto apparente. La comunità ha scelto di “metterci la faccia”, indicando le fotografie come linguaggio più autentico per raccontare l’azienda. Ne è nato un mosaico di volti e momenti di vita quotidiana, un album di famiglia urbano che restituisce umanità a un’architettura storica. Il mood inclusivo e potente dell’affissione raccoglie e rilancia quel claim – “Ogni brand. Ogni volto. Ogni sfida. Insieme” – che suona come un patto: prima dei marchi (che sono riportati nella parte inferiore), le persone; prima delle strategie, le relazioni.

Perché questa scelta conta? Perché, pare che intendano in Stellantis, un edificio come quello di Mirafiori è più di cemento e vetro: è memoria che si rinnova. La riqualificazione mira a valorizzare un caposaldo della storia industriale torinese - su cui un tempo svettava la scritta Fiat, poi abbinata come brand assieme agli altri sopra il portone di ingresso -, preservandone l’identità e proiettandolo verso ciò che sarà. Qui davanti, a dicembre, era stato John Elkann in persona a presentare il rilancio attraverso l'entrata in produzione della Fiat 500 Hybrid.

Secondo il cronoprogramma, entro il 2027, la Palazzina Uffici tornerà a ospitare competenze, relazioni, impegno quotidiano e spirito di squadra. Traduzione: Stellantis ha richiamato in ufficio tutti i suoi dipendenti, abolendo lo smart working. Dunque, si torna a lavorare in ufficio. E gli Enti Centrali avranno un nuovo volto e una nuova organizzazione. 



Mirafiori resta un crocevia: non solo linee produttive, ma dialogo con il territorio. Il complesso continua a essere un punto di connessione tra fabbrica e città, coerente con il ruolo centrale che Torino svolge per Stellantis e per l’industria automobilistica italiana. Perché Stellantis sarà pure il quarto produttore mondiale, ma per Torino è ancora sempre e solo la Fiat degli Agnelli (oggi Elkann), dunque ogni piano industriale, ogni strategia non può prescindere dal destino del vecchio complesso industriale di Mirafiori. Dove, purtroppo, a oggi esiste una sola linea di produzione per un unico modello, per quanto declinato in due motorizzazioni, ossia la Fiat 500, elettrica e ibrida.

In questo senso, l’affissione non è soltanto interna: parla ai cittadini, restituisce un’immagine accessibile del lavoro e dichiara un’appartenenza condivisa. Domanda retorica: poteva il cantiere limitarsi a “nascondere” l’edificio? La risposta è già sulla facciata. Ossia, uno story telling aziendale, nell'attesa di vedere i risultati della strategia messa in atto da John Elkann e dal ceo Antonio Filosa (che il 21 maggio presenterà il nuovo piano industriale, mentre il 17 giugno è atteso a relazionare in Parlamento di fronte alla Commissione Industria).

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