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Il caso

Quelle cinque ore di buio dopo il parto: Angelica muore dissanguata a 31 anni

La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo: non ci sono nomi iscritti

Quelle cinque ore di buio dopo il parto: Angelica muore dissanguata a 31 anni

Un buco di cinque ore. Dalle 3 alle 8 del mattino. È questo l’intervallo temporale su cui potrebbe concentrarsi l’inchiesta per la morte di Angelica Viotto, 31 anni, deceduta il 16 marzo dopo aver partorito all’ospedale di Pinerolo la notte tra il 13 e il 14 marzo. Una gravidanza senza complicazioni, la sua. Un parto che i dottori dicono sia stato caratterizzato da «gravi complicazioni».

Subito dopo che la piccola viene al mondo, insorgono complicazioni: dalle prime informazioni si tratterebbe di una grave emorragia. Le condizioni peggiorano rapidamente.
Secondo quanto emerge, l’intervento sanitario più incisivo arriverebbe solo intorno alle 8 del mattino, circa cinque ore dopo la nascita. In quel lasso di tempo la 31enne perde una quantità importante di sangue. Le trasfusioni non bastano a stabilizzarla. Viene quindi trasferita d’urgenza all’ospedale Molinette di Torino, dove viene ricoverata in Rianimazione. La bambina, invece, viene portata all’ospedale di Cuneo, anche lei in condizioni tali da richiedere il ricovero in terapia intensiva. Dopo due giorni di ricovero, il 16 marzo, Angelica muore.
La Procura di Torino ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Al momento non risultano persone indagate. Gli accertamenti dovranno chiarire la gestione clinica nelle ore successive al parto e verificare eventuali responsabilità. Un primo riscontro arriva dall’autopsia. Tra le possibili cause del decesso viene indicata la coagulazione intravascolare disseminata, una patologia che comporta la formazione diffusa di coaguli nei vasi sanguigni e che può provocare emorragie massicce. Si tratta di una complicanza rara ma grave, la cui origine dovrà essere chiarita dagli approfondimenti medico-legali.

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